Servono altri accertamenti ancora sfollate 5 famiglie
Scandiano: il Comune conferma l’ordinanza in seguito alla frana di Mazzalasino Occorrono ulteriori analisi geologiche. Otto persone sono da parenti, 4 in hotel
SCANDIANO. Un’altra decina di giorni, o forse più, fuori casa. Continuano le difficoltà per le cinque famiglie di Mazzalasino evacuate nella serata del 24 marzo scorso a causa dell’enorme movimento fangoso partito dal Monte Gesso. Uno smottamento a oggi fermo, ma a pochi metri dalle prime abitazioni, e comunque non stabilizzato, ancora potenzialmente un forte rischio per tutte le case a ridosso. Dopo i rilievi dei geologi della Regione e dei tecnici comunali, l’amministrazione scandianese ha preferito mantenere l’ordinanza di inagibilità della zona, emessa il 24 marzo prima per due famiglie e poi estesa ad altri tre nuclei che vivono a Monte Gesso.
In totale si parla di dodici persone, otto delle quali hanno trovato una sistemazione provvisoria da parenti o in seconde case di loro proprietà, mentre altre quattro sono da allora ospiti dell’hotel Boiardo a Scandiano, a spese del Comune. Hanno portato con loro tutto quello che è stato possibile prelevare dalle residenze, per poi passare un periodo festivo non particolarmente allegro, lontano da casa.
Ormai da diversi giorni la frana pare stabilizzata, ma le fortissime piogge dei giorni prima di Pasqua non lasciano ben sperare, e quindi, prima di concedere il via libero al rientro, verranno compiuti parecchi rilievi geologici in profondità, così da capire se il movimento è fermo almeno nella parte “sotterranea”, quella più pericolosa perché da quella dipende la solidità dell’area in sofferenza.
Se il problema rimanesse invece a livello superficiale, con le masse di fango e di detriti generate dall’ulteriore maltempo, l’emergenza potrebbe progressivamente diminuire.
Per avere le prime risposte valide, però, occorrerà ancora diverso tempo, e l’osservazione sul posto del cedimento. Per altre due settimane, di conseguenza, i dodici sfollati rimarranno altrove, nella speranza poi di poter sancire la fine del pericoloso e di concedere loro il ritorno alle abitazioni, che in questo periodo vengono tenute sotto controllo anche per evitare il rischio di furti.
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