Sicrea in campo per salvare la coop di San Possidonio
Trattative in corso con l’azienda edile modenese schiacciata da debiti e crisi Ipotesi concordato per rilevare il ramo ed evitare un’istanza di fallimento
REGGIO EMILIA. A un mese e mezzo di distanza dal salvataggio della Cdc di Modena, la reggiana Sicrea group sta studiando un altro piano per evitare il default della Coop Muratori San Possidonio. Una realtà di piccole dimensioni rispetto ai grandi colossi cooperativi delle costruzioni, con circa 10 milioni di fatturato e 38 lavoratori, nata nel 1946 e ben radicata nella bassa modenese, alle prese da un paio d’anni con una crisi finanziaria che sta mettendo a serie rischio il futuro dell’attività e dei dipendenti, da tre mesi senza stipendio.
Come in altre vicende legate alle coop edili emiliane, la San Possidonio è zavorrata dall’eccessivo debito accumulato nei confronti di banche e fornitori. Un’esposizione che aveva già raggiunto i 34 milioni di euro nel 2013 (acconti compresi), quando era già stato ipotizzato l’intervento da parte del Cpl di Concordia, coop ora al centro delle indagini sulle tangenti di Ischia, e che nel 2014 - per bocca del presidente Roberto Casolari - aveva offerto il suo appoggio per un piano di smobilizzo rimasto a quanto pare lettera morta.
Ad accelerare i tempi del salvataggio è l’istanza di fallimento che pende in tribunale a Modena, dove un fornitore ha presentato la richiesta per un debito di circa 500mila euro. Il giudice dovrà pronunciarsi il 15 aprile: pochi giorni per decidere quale sarà il destino della San Possidonio, sulla quale sta lavorando ora Sicrea, spa nata dai salvataggi della Cmr Reggiolo e della Orion di Cavriago.
La società guidata da Luca Bosi sta verificando i conti della San Possidionio, che conta un buon patrimonio e un ampio portafoglio commesse, circa 13 milioni di euro da qui al 2016, tutte conto terzi.
A pesare sono gli incagli nell’attività immobiliare e le richieste di rientro dei creditori. In ipotesi c’è quindi l’intervento di Sicrea sullo schema ormai collaudato: creazione di una newco per rilevare il ramo d’azienda, le commesse e i posti di lavoro (con richiesta di cassa integrazione) all’interno di un ricorso per concordato in bianco che bloccherebbe al contempo le azioni esecutive. Ogni risposta è rimandata però alla prossima settimana.(e.l.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
