«Forno crematorio, l’appalto è regolare»
Il vicesindaco Matteo Sassi sul ricorso presentato dalle ditte che hanno perso la gara: «Abbiamo il dovere del ribasso»
REGGIO EMILIA. «Tutto si è svolto in maniera regolare e assolutamente trasparente. Quindi attendiamo fiduciosi il pronunciamento del Tar e confermiamo il fatto che si tratta di un investimento importante e necessario per fornire qualità a questo servizio». Così Matteo Sassi, assessore al Welfare e vicesindaco, interviene sul ricorso presentato al Tar di Parma dalle Officine Meccaniche Ciroldi spa e dalla Cooperativa Muratori di Soliera. Le due società sono arrivate seconde nella gara per l’affidamento dei lavori di costruzione del nuovo forno crematorio di Coviolo, impugnando la decisione e chiedendo una sospensiva.
Fra le contestazioni avanzate, soprattutto un’assegnazione «anormalmente bassa», con un ribasso del 30% rispetto all’importo iniziale dell’appalto, fissato a 995 mila euro. La gara è stata vinta per 730 mila euro da un’associazione temporanea d’impresa guidata dalla Vezzani Spa di Quattro Castella, insieme alla Tecnecoforni srl e alla Coesa srl. E, a fronte delle proteste manifestate dalle ditte non vincitrici, il Comune aveva già avviato un’indagine interna, conclusa il 16 dicembre 2014, quando sempre dal Comune l’offerta è stata ritenuta congrua.
«Ormai è prassi che ad ogni assegnazione fa da contraltare un ricorso da parte di chi ha perso – contrattacca il vicensindaco Sassi – in Italia funziona così e non possiamo che prenderne atto. Siamo tuttavia certi del nostro operato. E speriamo in un pronunciamento rapido da parte del Tar, soprattutto considerando che la questione è molto evidente nella sua legittimità».
Tutto il ricorso si fonda sul ribasso, considerato eccessivo. Ma, anche in questo caso, per Sassi non c’è nulla di anomalo. «È vero - aggiunge - c’è stato un ribasso importante. Ma questo è uno di quei casi dove, acquistando un macchinario nuovo, il ribasso ci può stare. Anzi, l’amministrazione ha il dovere di acquistare beni nel modo più efficiente ed economico possibile, fermo restando gli standard qualitativi. L’affidamento è comprensivo anche di spese di installazione e di montaggio. Ma la gran parte del costo è dato proprio dal macchinario». Nei piani del Comune, il nuovo impianto sarebbe dovuto entrare in funzione il 31 maggio. Ma il nuovo stop imposto dal Tar rischia ora di spingere più in là la data di avviamento del nuovo forno. «È un intervento che la città attende - conclude Sassi – i cittadini finora sono stati molto pazienti. Ma con il vecchio forno le liste di attesa si protraggono troppo. Questa nuova macchina ci consentirà un servizio più efficiente e all’altezza degli standard che la città merita». La trattazione della causa avverrà il prossimo 15 aprile, in camera di consiglio collegiale.
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