Il Pd si spacca sul Jobs act
I civatiani votano contro la mozione dei renziani e la maggioranza va sotto
REGGIO EMILIA. La resa dei conti nel Pd è giunta improvvisa, ieri, in consiglio comunale, dove la maggioranza è uscita spaccata dopo il voto sulla mozione presentata dal gruppo dei renziani. Oggetto della proposta messa poi ai voti era il Jobs act, riforma del mercato del lavoro che ha già causato diversi mal di pancia al partito del segretario Matteo Renzi. Ieri, il riverbero dei dissidi nazionali in seno al Pd, sono giunti fino a Reggio, dove la mozione firmata da Daniele Marchi, Angelo Cigarini, Maura Manghi e Maria Chiara Morelli non ha raggiunto la maggioranza visti i voti contrari anche di Dario De Lucia e Salvatore Scarpino (Pd), ai quali si è aggiunto quello di Lucia Lusenti di Sel mentre Federica Franceschini si è astenuta. Il Pd ha dato poi vita a un confronto interno per dirimere la questione a porte chiuse. «L'opposizione compatta ha votato contro sorprendendo un Pd diviso e in disaccordo che finalmente ha mostrato la sua vera anima - hanno affermato ieri sera i consigliere del Movimento 5 stelle - Un gruppo consiliare che non ha votato sì a una propria mozione così significativa nonostante i tentativi in extremis dal sindaco e del capogruppo Capelli di ricomporre una situazione scappata di mano».
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