Gazzetta di Reggio

Reggio

Investimenti, meno di 50 milioni in tre anni

L’assessore Notari: «Quello che presentiamo in Sala Tricolore è un bilancio di resistenza»

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «E’ un bilancio di resistenza e di consapevolezza», come l’ha definito l’assessore Francesco Notari, quello su cui il sindaco Luca Vecchi si appresta in consiglio comunale a chiedere anche alle minoranze un voto favorevole e che è chiamato a fronteggiare un ulteriore taglio di risorse per 13 milioni di euro dei trasferimenti statali. Insomma in Comune si gioca in difesa, con la Giunta che scommette di riuscire a tenere l’equilibrio di bilancio senza aumentare le tasse locali e di mantenere l’attuale livello dei servizi sociali e di quelli educativi.

Un bilancio di previsione 2015/2017 che se da un lato quindi “mantiene le promesse”, come ha sottolineato il primo cittadino, non aumentando per il 2015 la pressione fiscale e continuando ad abbattere il debito (che incide per 11 milioni di euro sul bilancio), dall’altro sconta una scarsità di risorse alla voce investimenti, su cui finiscono per l’anno in corso 11.9 milioni di euro per nuovi lavori pubblici (che diventano 31.7 se si aggiungono quelli pubblico – privati e quelli con fondi statali e regionali). Il resto è spesa corrente, ovvero 159 milioni di euro, per un totale del bilancio 2015 che arriva 239.8 milioni. Cifre sulle quali sia il sindaco sia l’assessore la Bilancio Francesco Notari, hanno già cominciato a ragionare per costruire il bilancio 2016. Sul quale se la situazione resterà quella attuale sarà difficile non prevedere, come ha riconosciuto lo stesso Assessore al Bilancio «l’avvio di una discussione sulla cessione di quote di qualche società partecipata», (con Iren e Frc che sono le più appetibili dal mercato) e di intervenire su alcune voci di spesa (e in questo caso l’uscita maggiore è rappresentata dagli oltre 20 milioni di euro che il Comune ogni anno versa nelle casse dell’Istituzione Nidi e Scuole comunali). E se questo è il domani e nemmeno troppo lontano, per l’oggi le valutazioni del Sindaco sono quelle «che si è arrivati al punto di rottura», sia per quanto riguarda il taglio dei trasferimenti statali (che dal 2011 a oggi sono calati di 25 milioni, così come sono diminuiti in maniera significativa gli oneri di urbanizzazione passati dai 22.7 milioni del 2006 ai 5.2 del 2014 e ai 4.4 milioni del 2015), sia per i vincoli imposti dal Patto di stabilità che non consente nuovi indebitamenti. (r.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google