Tre famiglie sfollate a causa di una frana
Viano: la terra cede a Rondinara, accanto a una casa, provocando il crollo di un muro. Marciapiede sospeso in aria
VIANO. Un muro di tre metri che crolla, un marciapiede semidevastato, tre famiglie costrette a lasciare la propria abitazione.
Tutto a causa di una brutta frana partita vicino a Rondinara, al “Fagiano”, come viene chiamata abitualmente la zona attorno all’omonima via, quella che dall’incrocio col paese conduce verso Regnano. Il movimento franoso si è attivato bruscamente attorno a mezzogiorno proprio al di sotto di una casa di via Serri dove risiedono tre famiglie, un edificio moderno costruito una manciata di anni fa. Un muro alto tre metri ha ceduto, il marciapiede sottostante ha rischiato di ribaltarsi generando tanto spavento fra gli abitanti e fra tutte le persone che si trovavano nell’area. L’allarme è subito scattato, e sono stati avvisati i tecnici comunali e il sindaco di Viano, Giorgio Bedeschi, che vive a poche decine di metri di distanza da lì. Sul posto anche i vigili del fuoco, arrivati a Rondinara per mettere in sicurezza l’area e pronti a intervenire in caso di necessità.
Il cedimento è molto netto, verticale, e ha fatto preoccupare per il futuro della casa. Nel pomeriggio è arrivato il personale del Comune per valutare la situazione e soprattutto i rischi di stabilità per l’abitazione. Il sindaco Bedeschi ha compiuto un sopralluogo e ha firmato un’ordinanza di evacuazione per le tre famiglie coinvolte, quantomeno a scopo precauzionale, per evitare qualsivoglia tipo di problema. La casa è recente, e non sembrano esserci state rotture interne. Il problema è che la frana si trova proprio a ridosso dell’edificio, come conferma il movimento del muro. Qualche dettaglio in più sulle prossime mosse si saprà oggi: «Andremo nella zona della frana con un geologo e con il responsabile della costruzione della casa, per capire come intervenire nel migliore dei modi – spiega Bedeschi –. Al di sotto dell’edificio dovrebbero esserci dei pali e, se questi non hanno avuto danneggiamenti, anche la stabilità della casa potrebbe non essere in pericolo, anche perché il fulcro del movimento è poco al di sotto. Però adesso è presto per valutare qualsiasi cosa. Ho deciso per lo sgombero perché davvero non era il caso di rischiare alcunché, abbiamo preferito far evacuare le famiglie a scopo precauzionale. Quando avremo dati più certi valuteremo come muoverci».
Il Comune si è reso disponibile per trovare un posto dove far dormire i residenti, ma questi hanno preferito organizzarsi coi parenti. La nuova frana crea disagi in una zona piuttosto delicata dal punto di vista idrogeologico, già in sofferenza nelle scorse settimane, prima a causa degli allagamenti nei giorni della piena del Tresinaro e dei suoi affluenti, poi per movimenti e instabilità del terreno circostante. Le piogge di Pasqua hanno rimesso in moto fango e fratture geologiche.
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