«Contratti e leggi ostacolo alla dismissione»
Arci e Ancescao sono in prima linea contro le ludopatie ma in alcuni locali resistono le macchinette
REGGIO EMILIA. Ormai sono diversi anni che a Reggio Emilia, dopo la mobilitazione partita con l’allora sindaco, e oggi ministro, Graziano Delrio, va avanti la lotta al gioco d’azzardo. E la sensibilizzazione contro i rischi legati alla ludopatia è un fronte sul quale sono in prima linea enti e associazioni. Tra questi anche realtà come Arci e Ancescao (Associazione nazionale centri sociali, comitati anziani e orti). Come mai allora nei loro esercizi troviamo ancora slot e videopoker? Eppure il gioco d’azzardo mostra sempre più le sue diverse malevoli facce, i danni non già e solo alle vittime di ludopatia, ma anche quelli in termini di sicurezza e, non ultimo, economici. C’è da premettere che le associazioni non possono imporre di eliminare le macchinette: si tratta di una decisione che ogni circolo o centro può prendere autonomamente.
«È una battaglia che continuiamo a combattere – assicura il reggiano Federico Amico presidente regionale Arci – Anche tramite la sensibilizzazione degli aderenti. Molti stanno riducendo le slot. Ma le difficoltà ci sono. Stiamo monitorando la situazione e il rischio spaccate è urgente».
«Ad oggi sui 143 locali di tutta la provincia – spiega poi il presidente Arci provinciale Daniele Catellani – dodici sono rimasti con le slot. Nel 2014 le hanno tolte in tre. È una scelta economica, ma non solo. Molto dipende dai contratti e dalle normative. In caso di rapporti pluriennali tra esercente e gestore delle slot, specie con la vecchia contrattualistica, non è prevista la dismissione. In più spesso i gestori, come Lottomatica e altri, caricano il prelievo fiscale imposto loro anticipatamente, su chi fa la raccolta, ovvero gli esercenti. E questo non facilita la rapida dismissione. Noi naturalmente spingiamo in quella direzione. Cercando di spiegare che il rischio, come i furti, per chi tiene le macchinette c’è. Non è tutto guadagno. Si può vivere anche senza. Meglio investendo su nuove idee».
Carlo Vestrali, responsabile provinciale Ancescao, spiega: «I motivi per superare le slot sono di ordine etico e di sicurezza. Le macchinette tradiscono pure la nostra mission ovvero la socializzazione tra i frequentatori. Un disincentivo in più è la determinazione del Comune. Che al rinnovo dei contratti di affitto, alla fine del 2015, farà pesare la scelta dell’esercente sulla presenza o no delle slot». Quattro ancora, sui 19 centri sociali Ancescao in città, quelli che mantengono i videopoker. (m.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
