Dopo il furto, il Centro sociale Venezia toglie le slot
A San Maurizio l’ira del presidente del circolo: una banda ha distrutto porte e arredi per prendere il cambiamonete
REGGIO EMILIA. L’ultimo furto di un cambiamonete all’interno di un centro sociale riaccende, neppure troppo indirettamente, i riflettori sulla battaglia contro il gioco d’azzardo e la diffusione delle slot nei locali pubblici. Nonostante l’intensa campagna di sensibilizzazione mossa contro le “macchinette”, e che anche la Gazzetta di Reggio a modo suo sta sostenendo, a Reggio Emilia sono ancora molti i locali che non riescono a rinunciarvi.
Nonostante i rischi di essere presi di mira dalle bande di ladri. Con i furti di slot e cambiamonete in continuo aumento che arrecano un danno economico non indifferente agli esercizi colpiti.
Come è tornato a succedere a San Maurizio, all’1.52, tra martedì e ieri, in via Lombroso, al centro sociale Venezia, aderente all’Ancescao. Armata di piedi di porco una banda di almeno tre o quattro persone ha sfondato la porta del locale e una sorta di cassone contenente le slot, poi ha caricato su un furgone un cambiamonete ed è fuggita. Il tutto nel giro di un paio di minuti e nonostante l’allarme fosse scattato, svegliando i residenti della zona e facendo intervenire guardie giurate e carabinieri che hanno avviato le indagini.
«Basta slot!», dicono ora dal centro sociale che già nei mesi passati aveva ridotto la presenza delle macchinette da tre a due. Quanto può fare guadagnare ospitare slot nel proprio locale? E quanto può costare invece l’incursione delle bande di ladri? Ora più che mai gli esercenti sono costretti a mettere entrambi gli aspetti sul piatto della bilancia. Conti alla mano di vantaggi se ne vedono ben pochi.
A questa conclusione sono arrivati i membri del consiglio del centro sociale Venezia che ieri ha deciso, con una riunione straordinaria, poche ore dopo il furto. E le considerazioni non sono state certo solo di natura etica. «È sempre più un danno – spiega infatti il presidente del centro sociale Mario Manzini – Nel cambiamonete ci saranno state poche centinaia di euro. Eppure in quattro anni quattro furti. Ora basta. Via le slot».
Porte chiuse dunque all’azienda titolare dei videopoker. Anche se, già da subito, le cose non appaiono affatto facili: «Sono assicurati – dice Manzini – Ma ci stanno chiedendo di venire loro incontro...».
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