Gazzetta di Reggio

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«Frana, nel muro crollato c’è qualche anomalia»

di Adriano Arati
«Frana, nel muro crollato c’è qualche anomalia»

Viano: il sindaco considera le case agibili e fuori pericolo grazie ai pali interrati Ora al centro della polemica c’è la ditta scandianese che ha costruito la muratura

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VIANO. Un muro danneggiato che lascia perplessi, una casa che regge e la necessità comunque di mettere in sicurezza la zona.

Non è molto semplice la situazione a Fagiano, la zona vianese di Rondinara lungo la strada che porta verso Regnano, dove martedì si è verificato un cedimento in un muro sotto ad alcune abitazioni.

Il pezzo in muratura di oltre tre metri è crollato, lasciando un enorme vuoto, e nella zona superiore, a fianco di un marciapiede, si è aperta una crepa, figlia probabilmente di un movimento franoso. Inizialmente si era pensato di evacuare le tre famiglie che risiedono nelle case più vicine, ma poi non è stato necessario, anche perché le abitazioni sono edificate sopra a dei profondi e robusti pali metallici, e quindi la stabilità non è stata messa in discussione.

Tanto che i nuclei familiari, quindici persone in tutto, hanno trascorso tranquillamente la notte nei loro letti, e uno sgombero, ad ora, non sembra necessario. La questione riguarda invece il muro ceduto, su cui stanno emergendo grossi dubbi, confermati anche dai sopralluoghi dei tecnici comunali nella mattinata di ieri.

«Nel muro c’è sicuramente una situazione anomala, questo è certo. Però c’è anche una frana sopra, nel parcheggio, dove c’è una crepa di alcune dita di larghezza, segnale che la terra lì si è mossa – spiega il sindaco di Viano, Giorgio Bedeschi –. Per la frana faremo tutto quello che è nelle nostre possibilità per mettere tutto in sicurezza. Non sappiamo se il crollo del muro è dovuto solo alle situazioni anomale che abbiamo riscontrato o se c’entri anche la frana. Di sicuro ci sono diverse cose da verificare».

Rimane quindi da chiarire cosa sia successo alla struttura in muratura, apparsa in effetti piuttosto fragile considerando che risale a pochi anni fa. Le case sono state completate nel 2008, i lavoratori affidati ad un’impresa edile di Scandiano che, nel periodo successivo, ha avuto dei contenziosi con i proprietari. Le prime tensioni risalgono al momento della costruzione ed erano state provocate proprio dal muro di cemento alto tre metri, sulla cui resistenza c’erano parecchi dubbi, tanto che in una delle tre abitazioni – dopo le rimostranze del padrone di casa – non è stato predisposto.

Ora, visto che ci sono parecchi punti di domanda sulla stabilità del muro a causa delle modalità e dei materiali usati per assemblarlo, è probabile che la ditta costruttrice venga nuovamente tirata in ballo in maniera formale, tramite lettere con richieste di chiarimento, che potrebbero, in un secondo momento, rappresentare la base per un eventuale procedimento. Non sembrano esservi pericoli, invece, per le case, che sono fissate su decine di pali metallici e non rischiano di essere coinvolte in alcun tipo di movimento discendente.

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