Mulino del Tasso, all’asta c’è solo lo storico gestore
Nessuna offerta per la struttura ricettiva con tanto di laghetto e 21 ettari di terreno. Marco Tamelli: «Prezzo troppo alto, ma è un dispiacere vederlo in quello stato»
CASINA. Con un nulla di fatto si è chiusa ieri l’asta giudiziaria per il Mulino del Tasso, storica struttura ricettiva che per molti anni ha funzionato come bar-ristorante e bed and breakfast. Un complesso che, per la propria posizione felice, accanto a un laghetto, immerso nel fresco verde delle nostre colline, ha attirato per decenni clienti da tutto il territorio provinciale e che ora, ritrovandosi abbandonato a sé, in totale stato di incuria, è venduto a 310 mila euro. All’asta di ieri, tuttavia, non era presente nessuno.
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Nessuno, fuorché il vecchio proprietario dell’immobile: Marco Tamelli. Che, alla lettura del notaio Luigi Zanichelli della mancanza di interesse da parte di soggetti economici nei confronti del mulino, si è lasciato andare ai ricordi. Con lo sguardo dispiaciuto per il destino di quella che per quarant’anni, dal 1965 al 2003, rappresentò la sua vita, l’uomo ha lasciato trapelare il desiderio di rivedere il mulino – costruito con la forza e la perizia delle proprie mani – tornare ai vecchi lustri. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11192179:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/04/07/news/mulino-del-tasso-asta-fallimentare-per-l-edificio-e-il-lago-1.11192179]]
«Sarebbe bello se a comprare la proprietà fosse una persona della zona, con voglia di fare. Certo, i tempi sono cambiati da quando il mulino del Tasso era gestito da me, ma, viste le potenzialità del luogo, il posto potrebbe tornare a risplendere come un tempo», racconta Marco, facendo il paragone tra i passati fasti e la situazione odierna. «Oggi purtroppo il mulino è ridotto male e le spese per metterlo in ordine sono tante. A mio parere – prosegue, sbottonandosi – per riuscire a vendere una proprietà del genere, seppure siano 21 ettari con tanto di lago, ma ridotti in pessimo stato, bisognerebbe abbassare il prezzo e scendere a 200-250mila euro. Anche perché bisogna considerare la crisi e i cambiamenti nel settore del turismo».
Dopo la vendita dell’area da parte di Tamelli nel 2003, la proprietà è passata nelle mani di un imprenditore napoletano che avrebbe voluto crearvi un centro benessere (poi mai realizzato). Da lì si sono succedute tre differenti gestioni, l’ultima delle quali ha chiuso i battenti nell’autunno del 2013.
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«L’ultima gestione, durata sei anni, è stata complicata – dice Tamelli – Ricordo invece che anni fa, durante le domeniche estive, contavamo oltre mille persone. Molte delle quali venivano dalla Bassa: avevo tantissimi clienti provenienti da Cadelbosco Sopra, Bagnolo, Guastalla, Correggio. Organizzavamo matrimoni, gare di pesca nel laghetto e tutti i fine settimana erano una festa. Spero che il mulino torni ad attrarre famiglie e gruppi come un tempo. Ma serve un investimento importante di energia, denaro e volontà».
La prossima asta, che partirà sempre da 310mila euro, si terrà il 16 aprile alle 14.30.
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