Gazzetta di Reggio

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Una famiglia disperata in ostaggio di una frana

di Andrea Vaccari
Una famiglia disperata in ostaggio di una frana

Canossa: a Roncaglio il muro di protezione rotola a valle. Coniugi preoccupati «La strada si è abbassata, il movimento si avvicina sempre più all’abitazione»

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CANOSSA. Una situazione che sta degenerando di giorno in giorno, con seri pericoli per chi abita nelle vicinanze. A Roncaglio di Canossa, in via Cadrazzole, una famiglia è da tempo “ostaggio” di una frana che interessa il monte Staffola e che si sta progressivamente avvicinando all'abitazione, come dimostrano le impressionanti fotografie che i diretti interessati scattano con cadenza quasi quotidiana.

Nello specifico, la frana riguarda la Lavina di Roncovetro – studiata ormai da tantissimi anni da geologi ed esperti per le sue caratteristiche – e mostra movimenti quasi continui, con diversi meccanismi di rottura del versante.

Oggi – nonostante il muro fatto ergere dalla Regione per ovviare all'avanzamento della frana agli inizi degli anni Duemila, che ora rotola a valle – le conseguenze sono ben visibili: smottamenti, crepe nelle strade e continue scosse accompagnano purtroppo la vita di chi abita in zona.

«La frana – spiega una proprietaria della zona, che torna periodicamente per curare alcuni animali rimasti nella casa – si sta avvicinando all'abitazione e non possiamo che essere preoccupati. Mia figlia, che abitava al piano di sopra, si era già trasferita altrove. Tra l'altro – prosegue – siamo finiti in questa situazione senza saperlo perché nel 2010, quando comprammo la casa, il precedente proprietario non ci avvisò di questi problemi, e per questo motivo gli abbiamo fatto causa. Temiamo che la casa sia in pericolo e vorremmo fare qualcosa per impedire il peggio».

La situazione è ulteriormente peggiorata in seguito alle ultime abbondanti precipitazioni, che hanno portato pioggia e neve in buona quantità e hanno spinto a intervenire il Servizio tecnico di bacino per i rilevamenti del caso.

Nella frana sta avvenendo una dinamica di distacco che ha portato a far cedere quasi del tutto il muro di contenimento in cemento eretto negli anni scorsi.

«Anche il sindaco – prosegue la donna – già alla fine del 2012 ci aveva consigliato di sgomberare, pur concedendoci di restare ancora un po'. Adesso, inoltre, anche la strada si è già abbassata».

Ad essere in queste condizioni, al momento, è solo questa casa (dalla quale, peraltro, si può godere di un panorama unico, in quanto si riescono ad osservare il Cusna ed il Cerreto, oltre che addirittura il lago di Como, con il binocolo nelle giornate in cui il cielo è sereno e l’aria è tersa) in quanto altre unità abitative sono sì in zona, ma si trovano ad un livello inferiore e risultano più protette rispetto alla frana, e dunque non risentono del peggioramento della situazione avvenuto in questi giorni a causa del maltempo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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