Bruzzone: «Così si preserva la scena del crimine»
E’ questo l’imperativo della criminologa per gli operatori sanitari reggiani
REGGIO EMILIA. Come gli operatori sanitari devono intervenire sulla scena di un crimine nei primi istanti? E come individuare fattori medico-legali atti alla valutazione di un presunto abuso sessuale su un minore?
A questi interrogativi ha cercato di dare risposta il convegno per infermieri, assistenti sanitari, medici, ostetriche e psicologi organizzato dalla federazione Infermieri professionali, Ipasvi, in collaborazione con la onlus "La caramella buona".
A tenere il meeting formativo è stata la criminologa Roberta Bruzzone, vicedirettrice dalla onlus che da 18 anni a questa parte si occupa della tutela dei minori, della lotta alla pedofilia e della violenza di genere. Grande peso è stato dato all'attenzione che il personale del pronto soccorso deve avere nei confronti della luogo del crimine.
«All'operatore sanitario non è certo richiesto di preservare la scena - ha affermato la dott.ssa Bruzzone -, ma deve essere consapevole che potrebbe alterare le tracce». Inoltre, secondo la criminologa, gli operatori sanitari dovrebbero prestare attenzione anche alle chiamate che arrivano al 118, poiché vi sono stati episodi in cui le telefonate di allarme giunte al centralino sarebbero state volutamente fuorvianti. A riprova di questo, nel pomeriggio, Bruzzone ha mostrato esempi quali quello del delitto di Cogne, quello di Luciana Biggi e quello di Garlasco.
Il 118, secondo Maria Brini, vicepresidente dell'Ordine dei medici e di Reggio Emilia, è inoltre la sede in cui più facilmente vengono alla luce episodi di violenza sui minori e sulle donne. Per questo motivo «la disponibilità all'ascolto dei medici - ha detto la dott.ssa Brini -, sia che si trovino a lavorare in ospedale che nei propri ambulatori, è fondamentale».
I dati nazionali degli ultimi anni, infatti, rilevano un aumento dei delitti in famiglia: «Seppure i reati violenti, dagli anni Settanta-Ottanta ad oggi, registrino un forte calo - ha affermato Roberta Bruzzone -, il numero dei reati tra congiunti che vivono sotto lo stesso tetto, che siano omicidi o abusi, è in aumento». Per questo, per il fatto che la scena del crimine è spesso zeppa di informazioni di vittima e aggressore già da prima della violenza, «è indispensabile - prosegue Bruzzone - creare sensibilità e coscienza nell'opinione pubblica e, soprattutto nei sanitari, che per primi intervengono sul luogo dell'aggressione».
All'incontro, che si è tenuto nella Sala Convegni "Irecoop" erano presenti, tra gli altri, Orazio Cassiani per Ipasvi, il presidente de"La caramella buona" Roberto Mirabile, e la consigliera regionale del Pd Ottavia Soncini.
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