«Più servizi ai clienti e meno controllate»
REGGIO EMILIA. Iren diversifica la sua offerta e snellisce la selva delle controllate. Affianco all’attività di vendita di gas, luce e acqua e di servizi ambientali, aumenterà il peso dei servizi di...
REGGIO EMILIA. Iren diversifica la sua offerta e snellisce la selva delle controllate. Affianco all’attività di vendita di gas, luce e acqua e di servizi ambientali, aumenterà il peso dei servizi di assistenza, nodo centrale del piano industriale che punta su nuove acquisizioni delle piccole municipalizzate italiane (ce ne sono 1.350 di cui la metà in deficit) e su una semplificazione della sua governance riducendo il numero delle aziende collegate.
Questa l’immagine di ciò che Iren dovrà diventare nei prossimi anni, anticipata ieri dal presidente Francesco Profumo e dal nuovo amministratore delegato Massimiliano Bianco, chiamati a relazionare in commissione Affari generali e istituzionali e Bilancio i consiglieri di Sala del Tricolore.
Nel corso dei lavori della commissione presieduta dalla consigliera del M5S Alessandra Guatteri sono stati toccati però anche temi come il contratto e la liquidazione milionaria dell’ex ad di Iren Nicola De Sanctis, così come i costi del servizio di teleriscaldamento e il nuovo piano industriale (che sarà presentato nelle sue linee guida a maggio, per essere approvato entro giugno).
Presente anche il sindaco Luca Vecchi, l’incontro ha visto la partecipazione di buona parte dei consiglieri e di diversi rappresentanti di comitati e associazioni ambientaliste da sempre molto critici verso Iren. La commissione si è snodata in gran parte sulla falsariga delle domande poste dai diversi consiglieri e con una netta suddivisione di ruoli e compiti con il presidente Profumo, che ha lasciato a Bianco la parte legata al nuovo piano industriale, sul quale le anticipazioni sono state piuttosto scarne. Si è partiti dalla maxi buonuscita a De Sanctis, che infiammò gli animi a Reggio, con tanto di manifestazione di piazza e presa di posizione dei sindaci soci della multiutility. Profumo ha subito chiarito che «i compensi dei vertici aziendali nel 2014 sono calati del 25%» per poi aggiungere, quasi a chiudere la vicenda, che «l’ex ad lascerà l’azienda a fine 2015 e che il calcolo della liquidazione (900mila euro) era quella già concordata». Poi il presidente di Iren ha spiegato come la sostituzione di De Sanctis «sia dovuta al fatto che alla sua buona esperienza sulla gestione di un’azienda stabilizzata, mancava quella relativa ai piani di acquisizioni». Ed è proprio questo il nuovo scenario apertosi per Iren, dopo il provvedimento legislativo che incentiva i comuni a vendere le loro partecipate alle grandi società dell’energia, che le acquistano (debiti compresi) ottenendo in cambio un allungamento delle concessioni pubbliche. Proprio l’attesa di questa legge, ha chiosato Profumo, «è stata la ragione della mancata presentazione del piano industriale». I vertici di Iren hanno poi difeso a spada tratta il sistema del teleriscaldamento, giudicato «il sistema più efficiente» e rivendicando «il primato di Iren in Italia per questo servizio».
Spazio anche ai temi ambientali. Bianco, in risposta ai consiglieri che hanno sottolineato la contraddizione tra la necessità di fare utili e quella di favorire il risparmio energetico, ha sostenuto che «una delle linee guida del nuovo piano industriale non sarà solo diventare multiutility anche in Piemonte e Liguria. Iren deve diventare un partner dei propri clienti per quanto riguarda il risparmio energetico e il recupero dei rifiuti».
Spazio a margine anche sul progetto del comune di Parma, che intende scalzare Iren creando una nuova società pubblico-privata per la gestione del ciclo dei rifiuti. Preoccupante? «Assolutamente» ha risposto in maniera lapidaria Profumo, che con Iren sta operando sulla città ducale in proroga alla concessione già scaduta a fine 2014. (r.f.)
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