Profumo: azioni per riavere i nostri soldi
Via Turri: dopo i distacchi la società dovrà recuperare i crediti dalle famiglie. Il presidente: «Faremo il necessario»
REGGIO EMILIA. I distacchi delle utenze avvenuti 10 giorni fa in capo alle 400 famiglie che vivono tra via Turri e via Paradisi rappresentano «un’azione di responsabilità» da parte di Iren, che non intende certo perdere i circa 2 milioni di euro di insoluti vantati nei confronti dei residenti. Per questo motivo, «porteremo avanti tutte le azioni necessarie nei confronti degli amministratori dei condomini» annuncia il presidente di Iren, Francesco Profumo, a margine della commissione consiliare tenuta ieri sera in municipio.
Profumo torna sulla vicenda dei distacchi con tutte le cautele del caso ma senza lasciare punti in sospeso. L’isolato di Reggio est è ora scollegato a causa di un debito che pesa sui conti di una società che, seppur forte di 100 milioni di euro di utili, non può rinunciare alle entrate. Nessuno sconto, quindi, anche grazie all’appoggio dell’amministrazione reggiana, socio di riferimento dell’azienda della quale ha preso le parti. Anzi: Iren metterà in campo tutte le azioni necessarie per vedersi restituire i soldi dei servizi di teleriscaldamento già erogati negli anni ma mai saldati dai condomini morosi.
Presidente Profumo, come valuta la vicenda di via Turri?
«Quella è una storia che dura da anni e che è stata lasciata andare un po’ troppo in là nel tempo. È chiaro che noi chiediamo responsabilità anche sui diritti e sui doveri dei cittadini. Mi sembra che il sindaco Vecchi lo abbia detto in maniera chiara. E noi siamo molto allineati alla sua posizione».
Quindi va da sè che chiederete comunque la restituzione degli insoluti alle famiglie?
«Noi il rapporto lo abbiamo direttamente con gli amministratori, che lo tengono a loro volta con i singoli residenti. Porteremo avanti tutte le azioni necessarie nei confronti degli amministratori».
Quando si parla di Iren non mancano le polemiche con i cittadini e diversi sindaci azionisti. Cosa avete fatto per questa città?
«Forse non abbiamo comunicato nel modo migliore il nostro impegno per Reggio. Iren è la realtà più importante in termini aziendali con un migliaio di addetti in Emilia, indotto compreso. Abbiamo investito 254 milioni di euro negli ultimi 6 anni. Di questi oltre 140 nel settore idrico, dove siamo tra i migliori di Italia per qualità e servizio. Credo che nessuno si possa lamentare dei servizi industriali di Iren. E credo che sia necessario sottolineare la responsabilità sociale della nostra azienda. Abbiamo collegato 51 scuole di Reggio alla banda larga investendo 500mila euro e speso 1,5 milioni per impianti fotovoltaici negli istituti. Ogni anno spendiamo 1,5 milioni di euro a sostegno di realtà come Reggio Children, i teatri, le mostre e gli ospedali. Bisogna guardare con una maggiore serenità verso la nostra società».
Che fine ha fatto il progetto del comitato territoriale?
«Procede bene. Proprio ieri (mercoledì, ndr) c’è stata una riunione a Reggio. Vi partecipano venti soggetti che rappresentano il territorio e che portano avanti le istanze e le proposte dei cittadini. Poi verranno elaborate per diventare realtà».
Quest’anno Iren è riuscita a pagare un dividendo invariato ai comuni. Era una richiesta dei sindaci?
«Non c’è stata nessuna pressione da parte dei soci pubblici. Le condizioni dell’azienda consentivano di farlo».
Resta il nodo del debito: l’esposizione è ancora alta, oltre 2 miliardi di euro.
«Il nostro debito è certamente importante perché figlio di investimenti per oltre 2 miliardi nel corso degli ultimi 5 anni spesi per impiantistica e tecnologia. L’operazione potrà dare i suoi frutti negli anni a venire. Ci vuole pazienza».
L’inceneritore di Parma è sottoutilizzato e dovete bruciare più rifiuti da Reggio. Il Tmb rischia?
«Nel futuro avremo sia una raccolta differenziata ragionevole, sia gli inceneritori, sia la trasformazione del materiale. Troveremo un equilibrio che ci consentirà di utilizzare al meglio i nostri impianti perché siamo un’azienda industriale».
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