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paura al parco

Il maniaco non è più in cella chiesta la perizia psichiatrica

REGGIO EMILIA. I minuti di terrore vissuti mercoledì pomeriggio – nel parco di via Ferri a Sesso – da una mamma con i suoi due figli perché entrata nel mirino di un esibizionista rivelatosi anche...

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REGGIO EMILIA. I minuti di terrore vissuti mercoledì pomeriggio – nel parco di via Ferri a Sesso – da una mamma con i suoi due figli perché entrata nel mirino di un esibizionista rivelatosi anche violento, potrebbero trovare una motivazione nell’instabilità psichica del marocchino 25enne Soufiane Chahboune. E’ emerso ieri nell’udienza di convalida dell’arresto, resta comunque il fatto che se non fosse intervenuto l’agente Giovanni Punzo, la vicenda poteva sfociare in qualcosa di ben più grave. Davanti al giudice Alessandra Cardarelli il nordafricano – difeso dal legale Matteo Marchesini – ha detto di essersi innervosito perché la donna con il cellulare l’ha fotografato (il giovane si toccava nelle parti intime, mimando un atto sessuale...), rimarcando di non essersi accorto della presenza dei due bimbi (chi indaga la pensa diversamente, da qui l’accusa di corruzione di minori). Il giudice ha disposto l’obbligo di dimora a Reggio per Chahboune, ma non può uscire di casa il pomeriggio. Nella prossima udienza – a metà aprile – verrà valutata la richiesta di perizia psichiatrica, su cui si sono già orientati procura e difesa. (t.s.)

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