La pista ciclabile della discordia
Il difensore civico dà ragione a un cittadino in lite con il Comune
REGGIO EMILIA. Non sono bastati i ripetuti inviti e neppure il parere definitivo del difensore civico regionale Gianluca Gardini, ordinario di diritto amministrativo all'università di Ferrara. Il Comune di Reggio continua a fare orecchie da mercante, ignorando le ragioni di Giovanni Biancolini, il cittadino che s'è visto riconoscere da Gardini il diritto ad un rimborso di duemila euro per il rifacimento di lavori non eseguiti correttamente da un'impresa incaricata dall'ente locale e poi fallita. Ora il Difensore civico ha illustrato la vicenda nella trasmissione "Mi manda Rai Tre", ma il Comune, benchè invitato, non vi ha preso parte.
La controversia risale al 2008, quando venne realizzata una delle tante piste ciclabili di cui Reggio è fiera. Il tracciato, avrebbe occupato lungo un canale un terreno di pertinenza comunale. Quindi il Comune ne revocò l'uso ai proprietari confinanti e dispose, a proprie spese, l'arretramento dei cancelli che vi erano stati montati, fra i quali quello che dà accesso al cortile dell'impresa di Biancolini. Venne incaricata una ditta appaltatrice, che però non eseguì i lavori a regola d'arte. Biancolini segnalò che il suo cancello, dove era stato riposizionato, risultava pericolante.
Quindi un tecnico comunale fece un sopralluogo, riconoscendo che l'intervento non era stato eseguito correttamente. "In quell'occasione - riferisce la Regione - il cittadino propose di fare risistemare il cancello da una ditta di propria fiducia e di esigere poi il rimborso della spesa dall'impresa incaricata dal Comune. Tuttavia mai il proprietario è stato informato delle conseguenze che avrebbe avuto una simile scelta o sulle procedure da seguire per tenere informato il Comune".
S'è poi aggiunta la principale complicazione: l'avvio della procedura fallimentare, durante la quale la ditta appaltatrice non ha corrisposto il rimborso di duemila euro richiesto. Biancolini s'è allora rivolto direttamente al Comune, che però ha risposto picche: «La decisione di affidare la correzione dei vizi d'esecuzione dell'opera ad un'impresa di fiducia è stato il frutto di un semplice accordo privato, al quale l'amministrazione comunale non ha preso parte. Il cittadino, inoltre, non ha presentato tempestivamente il preventivo al Comune e ha eseguito i lavori alcuni mesi dopo».
Questa argomentazione, secondo il Difensore civico, si potrebbe accettare soltanto se il Comune avesse avvisato prima Biancolini. Il suo parere, però, non è vincolante.
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