«Serve un piano contro le nutrie»
Agrinsieme e Copagri chiedono provvedimenti urgenti al prefetto
GUASTALLA. Nessun abbattimento delle nutrie ma un impegno costante per promuovere piani di contenimento sovracomunali, d’intesa con la Regione e le Unioni dei Comuni. E’ questa la linea che ha scelto di adottare il prefetto Raffaele Ruberto dopo l’incontro di ieri con alcuni esponenti di Agrinsieme e Copagri, chiesto per rimarcare al rappresentante del governo la preoccupazione e il forte stato di tensione degli agricoltori per un fenomeno diventato ormai insopportabile.
Il prefetto ha informato della fitta corrispondenza intervenuta sull’argomento tra la stessa prefettura, la Regione e il ministero dell’Interno, secondo il quale le ordinanze dei sindaci emanate per abbattere le nutrie non sono giuridicamente ammesse per affrontare un problema “emergente e transitorio” come questo.
Agrinsieme, se da un lato registra l’impegno del prefetto, denuncia come purtroppo si stia allontanando la soluzione di un problema che in questi mesi si è fatto sempre più grave e che rappresenta una grave minaccia non solo per il reddito degli agricoltori ma soprattutto per la sicurezza pubblica. «La nutria, insieme ad altri animali selvatici – spiegano da Agrinsieme – costituisce una grave minaccia per le arginature di fiumi e canali, come hanno dimostrato gli eventi di Modena del gennaio 2014, dove il cedimento dell’argine del fiume Secchia provocò un’inondazione. Il volume d’acqua fuoriuscito fu allora stimato tra i 36 e i 38 milioni di metri cubi, con un colmo dell’onda di piena superiore ai 400 metri cubi al secondo».
Agrinsieme, poi, snocciola altri dati. «Nel 2014 sul territorio provinciale sono state abbattute circa 6.000 nutrie, a fronte di una media degli anni precedenti che si aggirava intorno ai 13.000 animali. Si può quindi stimare un incremento rispetto al passato di 3.500 nutrie femmina e calcolando otto cuccioli per gestazione e 2,5 gestazioni all’anno è facile calcolare un incremento nel primo anno di “non controllo” di circa 70.000 capi che si sommano ai numerosi animali preesistenti, già di per sé in grado di arrecare seri danni alle coltivazioni agricole. Per questo chiediamo con forza che vengano urgentemente superati gli ostacoli amministrativi che ancora impediscono il controllo della nutria sul territorio provinciale».
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