Squarciano la vetrina e arraffano i profumi
Montecchio: il furto è avvenuto nella notte tra giovedì e ieri nel negozio “Liliana” I carabinieri arrivano in pochi minuti, ladri in fuga con 10 mila euro di bottino
MONTECCHIO. Il cellulare che suona nel cuore della notte, e la voce metallica che scandisce la parola che nessun commerciante vorrebbe mai ascoltare: “Intrusione”.
Sono stati momenti angoscianti quelli vissuti da Paola Bertolani, titolare – insieme a Orietta Carretti – della storica profumeria-estetica “Liliana”, nella centralissima via Reverberi.
Erano da poco passate le 2 di notte quando il suo telefono ha iniziato a squillare, svegliandola con il terribile messaggio di allarme.
Quindi la folle corsa per raggiugengere il negozio, con la speranza che si trattasse di un falso allarme. Speranza che, all’arrivo in via Reverberi, si è rivelata vana.
I ladri avevano forzato la vetrina con una grossa chiave inglese – poi abbandonata sul posto – ed erano riusciti ad arraffare parecchi flaconi dei profumi esposti. Quelli più costosi, ovviamente.
«Hanno portato via solo quelli di marca – ha spiegato la titolare Paola Bertolani – perché sono quelli che si possono rivendere e soprattutto hanno un alto valore commerciale. Mi sembra che abbiano rubato le essenze di Dior, Chanel, Bulgari, Ive Saint Laurant... Non ho ancora fatto l’inventario, ma si fa presto ad arrivare a 10mila euro di merce».
E a questo bisogna aggiungere il danno provocato alla vetrina.
«Quando io e la mia socia siamo arrivate in negozio – racconta – abbiamo trovato la vetrata d’ingresso completamente squarciata. Non è stato affatto piacevole. Ho questo negozio da 32 anni e non ero mai stata derubata prima. Spero con tutto il cuore che non ricapiti più».
Sul posto, insieme alle proprietarie della profumeria, sono arrivati anche i carabinieri di Montecchio.
Nonostante le forze dell’ordine siano arrivati in pochissimi minuti – sette, per la precisione – i ladri si erano già volatilizzati.
Stando alle testimonianze di alcuni cittadini residenti in via Reverberi, si sarebbe trattato di tre uomini incappucciati: mentre uno è rimasto in auto con le portiere aperte e il motore acceso, il secondo è stato in strada a fare il palo e il terzo è entrato nel negozio rubando il più possibile.
«Avevamo il sistema antifurto ma non è bastato a tenerli lontani – conclude la titolare – Adesso penseremo se aggiungere dei sensori alla vetrina, in modo che l’allarme suoni ancora prima. Ma tanto è tutto inutile – aggiunge arrabbiata – nella maggior parte dei casi i ladri non vengono presi, e quando invece vengono arrestati escono dalla caserma nel giro di pochissimo tempo. È come se fossero legittimati a rubare».
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