Anche il distretto ceramico si fa avanti
Scandiano e Casalgrande puntano ad una metropolitana di superficie utile per le merci
SCANDIANO. Le metropolitane di superficie non sono l’oggetto del desiderio dei soli amministratori che ieri mattina hanno fatto capolino davanti alla Mediopadana. Proprio in questi giorni è tornata d’attualità l’analoga richiesta che proviene dal distretto ceramico. Giovedì l’assessore regionale ai trasporti, Raffaele Donini, ha effettuato un sopralluogo con la consigliera regionale Silvia Prodi sulla linea Reggio-Sassuolo, che serve tremila passeggeri al giorno. Nell’immediato, si è parlato di come migliorare l’esistente, soprattutto in vista dell’appalto regionale da 340 milioni di euro con il quale si dovrebbe sostituire il materiale rotabile. Ma anche qui l’obiettivo di lungo periodo è quello di una metropolitana di superficie. La visita dell’assessore, la seconda del suo mandato a una linea ferroviaria, e l’imminente ritorno a Reggio per discutere di possibili interventi testimoniano un concreto interesse. Le due “cordate”, quella che punta su Mantova e quella verso Sassuolo, assicurano che non si tratta di una competizione tra territori, e che un’opera non esclude l’altra, come ribadito dal sindaco di Reggio, Luca Vecchi, che ha speso parole favorevoli per entrambi i progetti. Fare i conti con le risorse limitate, qualcuno teme, potrebbe però far pendere la bilancia in una o nell’altra direzione.
L’ex sindaco di Casalgrande, Andrea Rossi, attuale sottosegretario alla presidenza della giunta regionale, ritiene necessario potenziare la Reggio- Sassuolo «perché parliamo di un distretto densamente abitato e molto importante dal punto di vista produttivo». Le sfide in questa direzione provengono soprattutto dall’elevato traffico merci della linea, che andrebbe in parte dirottato «con lo scambio Marzaglia-Dinazzano», dice il sindaco di Scandiano, Alessio Mammi, e con l’investimento da due milioni di euro sugli scambi di Bosco, che consentirà di aumentare i carri per tratta e ridurre la frequenza dei treni.
Mammi ricorda che sono molti anni che si parla di potenziare la linea per Sassuolo, «che unisce due bacini di 350 mila abitanti e un territorio che registra una forte mobilità verso i luoghi di lavoro». Un altro obiettivo, dice Rossi, «deve anche essere quello di integrare le stazioni nelle comunità ed evitare che diventino luoghi di degrado». (j.d.p.)
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