Fotografia Europea compie dieci anni tra grandi mostre e grandi eventi
Dal 2006 Reggio Emilia è il “regno” dell’immagine contemporanea. Tutto iniziò con Luigi Ghirri… poi sono arrivati gli scatti di Bresson, Man Ray e di tanti altri
REGGIO EMILIA. Fotografia Europea trasforma ogni anno la nostra città nel “regno” dell’immagine, proponendo mostre di grandi fotografi del panorama nazionale e internazionale così come progetti di artisti meno conosciuti. Anima luoghi storici così come spazi noti e meno noti del centro cittadino e dell’intera provincia.
Senza contare i numerosi spettacoli che fanno da degna cornice nelle giornate inaugurali e che portano in città nomi importanti del panorama musicale. Ad arricchire la proposta ci pensano poi installazioni multimediali, attività didattiche, seminari, una serie di incontri e conferenze, letture sceniche, letture portfolio, workshop e tanto altro.
Anche quest’anno la macchina organizzativa è già in moto. Manca infatti ormai poco all’ora “x”: presto i riflettori si accenderanno sull’edizione numero dieci. Un “compleanno” importante che coincide tra l’altro con Expo. Mancano circa due mesi al 15, 16 e 17 maggio –giornate inaugurali – poi la città si trasformerà, sarà molto animata e, diciamolo, mostrerà il suo lato migliore.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11222931:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.11222931:1649468881/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Reggiani, italiani ma anche tanti stranieri, che siano essi fotografi, appassionati, ma anche comuni cittadini, non importa: giungeranno a Reggio e, tutti con il naso all’insù, gireranno tra le mostre, passeggeranno tra le vie e le piazze, ovviamente scattando armati di macchine fotografiche così come di smartphone. Per la prima volta le mostre dureranno fino al 26 luglio.
Ma a pochi mesi dal suo inizio, vediamo un po’ cosa è successo in tutti questi anni, come si è trasformato questo appuntamento, chi è passato di qui e cosa ha significato e significa per Reggio e i reggiani.
LE PAROLE DI GHIRRI HANNO DATO IL “LA”. Era il 28 aprile del 2006 quando il Comune di Reggio diede il via a questa manifestazione internazionale. Si parlava di “Settimana della Fotografia Europea” e si partì con l’intento di rendere omaggio in particolare a Luigi Ghirri, fotografo nato a Reggio ma famoso in tutto il mondo. Per lui “la fotografia è un linguaggio nel quale la differenza fra riproduzione e interpretazione, per quanto sottile, esiste e dà luogo a un'infinità di mondi immaginari”. Questo fu il punto di partenza del festival: la possibilità, attraverso l’immagine, di guardare al mondo come non lo si è mai fatto prima.
I TEMI: DAL CONFINE ALL’EFFETTO TERRA. Da allora ogni anno gli autori sono chiamati a confrontarsi su vari temi: nel 2006 il festival ha ruotato attorno al “confine”, nel 2007 si è gettato uno sguardo verso l’Europa, nel 2008 è stata la volta di “Umano troppo umano”, nel 2009 de “L’eternità”. Uno sguardo “incantato” ha contagiato i progetti 2010, nel 2011 il festival si è inserito nelle celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia con “Verde Bianco rosso, una fotografia dell’Italia”.
Poi l’attenzione nel 2012 è ricaduta sulla “Vita comune” e le “immagini per la cittadinanza”, nel 2013 sul “cambiamento”. L’anno scorso si è guardato lontano con “Vedere. Uno sguardo infinito”. E nel 2015 tutto si concentra sull’Effetto Terra, quindi si propone una reinterpretazione delle tematiche di Expo 2015, attraverso un'articolata e coinvolgente riflessione sul rapporto uomo-natura.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11222698:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.11222698:1649468882/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
I FOTOGRAFI: MAN RAY, BRESSON E TANTI ALTRI. Ogni anno la riflessione a tutto campo sull’immagine contemporanea ha visto protagonisti diversi fotografi italiani e stranieri e, al loro fianco, più di cinquanta curatori. Un nome su tutti tra i fotografi, come si diceva, è sicuramente quello di Luigi Ghirri, protagonista di una pagina significativa della fotografia contemporanea. Particolare risalto è stato dato al suo lavoro nel corso degli anni e nel 2014 è stato omaggiato con un importante progetto ad hoc che ha fatto tappa a Reggio così come al Maxxi di Roma. Elencare tutti i nomi è praticamente impossibile.
Tra gli italiani, si va ad esempio dalla reggiana Paola De Pietri - che nel 2012 ha proposto un progetto sulla città di Istanbul realizzato ad hoc per Fotografia Europea – alla leggenda vivente del fotogiornalismo, autentico poeta del reportage, Mario Dondero, di origini genovesi, al fotografo siciliano Ferdinando Scianna, per arrivare a Silvia Camporesi, di Forlì, che nel 2014 ha proposto scatti sull’isola di Pianosa. Poi Gabriele Basilico, Massimo Vitali, Mimmo Jodice, Nino Migliori, Gianni Berengo Gardin, Paolo Roversi. Ma sono solo alcuni.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11222948:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.11222948:1649468881/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Se poi ci si sposta sugli stranieri, non si possono non nominare Henri Cartier-Bresson, tra i fondatori dell’agenzia Magnum. Il 2010 è stato l’anno dell’omaggio al grande fotografo Man Ray, che col suo sguardo ipnotico ha trasfigurato tutto quello su cui si è posato, dagli oggetti alle persone, sia in ambito artistico che in quello della moda o del reportage. E come non ricordare le grandi esposizioni dedicate a maestri come Jean Baudrillard, Herbert List, Josef Sudek o a protagonisti della fotografia di oggi come Antoine D’Agata, Ange Leccia, Richard Wentworth, Anders Petersen, Michael Kenna e molti altri.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11222962:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.11222962:1649468881/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
ON E OFF. Fotografia Europea unisce a un nucleo centrale di una ventina di grandi mostre di artisti di calibro internazionale, un circuito cosiddetto “Off” promosso in modo indipendente da gallerie, associazioni, istituzioni pubbliche e soggetti privati, coordinato dall’organizzazione del festival, con oltre 300 partecipanti ogni anno e un’offerta di mostre ed eventi disseminata nel territorio cittadino e provinciale. Quindi oltre alle mostre istituzionali proposte dal Comune, anche nelle collaterali si sono alternati nomi di pregio internazionale: si è andati ad esempio da Stanley Kubrick e Don McCullin, Edward Steichen a Palazzo Magnani, a Jeanne Montgomery Barron alla Collezione Marmotti. Ma questi sono solo alcuni.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11222923:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.11222923:1649468881/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
GRANDI RITORNI E NOVITÀ. Alcuni grandi fotografi tornano quest’anno. Ad esempio Sarah Moon, tra i nomi più importanti nel mondo della moda, sta lavorando alla realizzazione di un libro fotografico proprio sulle collezioni naturalistiche dei Musei reggiani e sugli spazi più suggestivi della nostra città. Joan Fontcuberta affronterà la decomposizione delle immagini col progetto “Gastropoda” e, con lui, non mancheranno le sorprese. Altro autore molto importante che invece per la prima volta aderisce al festival è Erik Kessels, che elaborerà un progetto a partire dalle foto dei reggiani della mitica Fiat 500 “Topolino”.
A VOLTE “RESTANO”: LA COLLEZIONE. Dal primo anno Fotografia Europea si è posta l’obiettivo di promuovere la costituzione di un fondo fotografico attraverso l’acquisizione di opere dei fotografi presenti alle diverse edizioni. Dunque il festival è anche un progetto permanente: dal 2006 ha infatti acquisito quasi mille opere, tra ricerche commissionate e le mostre sui vari temi, opere che sono consultabili on line e conservate presso la Fototeca della Biblioteca Panizzi e fanno parte della “Collezione di Fotografia Europea”. Si ricorda che uno degli archivi di maggio pregio custoditi dalla Fototeca, è grazie alla collaborazione degli eredi quello di Luigi Ghirri, riconosciuto tra i grandi maestri innovatori del linguaggio fotografico.[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11222826:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.11222826:1649468881/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
CHE SPETTACOLO! Fotografia Europea non significa però solo mostre. Ma anche spettacoli nelle piazze e nelle location più belle della città. Passarono di qui nel 2006 Stefano Bollani Trio in concerto, nel 2009 dj Benny Benassi, poi negli anni successivi Teho Teardo, Asia Argento, i Tricarico, i Marta sui Tubi, Morgan, James Taylor Quartet e nel 2009 si ospitò lo spettacolo con la regia di Lucio Dalla da titolo “Ghirri di Musica: Lucio Dalla in trio. Un ricordo per musica, parole e immagini”. Il festival ha portato in città anche grandi intellettuali, come Philippe Daverio, critico d’arte che aprì la prima manifestazione.
LA “CORNICE” DEL FESTIVAL. Il festival si svolge in diversi luoghi della città e della provincia, pubblici e privati, formali e informali. Oltre 200 sono le sedi che ospitano ogni anno gli eventi: istituzioni culturali, musei, teatri, biblioteche, gallerie, associazioni, studi professionali e atelier privati, aziende e negozi, ma anche piazze e strade cittadine. Tutto si anima. L’intento è infatti quello di valorizzare lo spazio urbano e il patrimonio storico e architettonico anche attraverso l’apertura straordinaria di edifici riqualificati per la destinazione pubblica, di spazi anche poco conosciuti o solitamente inaccessibili che contribuiscono a creare un’atmosfera esclusiva.
Si passa così da luoghi che ormai non mancano mai all’appello come: il Palazzo dei Musei, i Chiostri di San Pietro, i Chiostri di San Domenico, la Sinagoga, la Biblioteca Panizzi, la Galleria Parmiggiani, lo Spazio Gerra. A luoghi che riaprono eccezionalmente: ad esempio nel 2007 è toccato all’ex Opg di vicolo dei Servi, poi a Villa Zironi, alle Casette Elemosinarie, al Padiglione Lombroso, a Palazzo Bussetti. Poi interi quartieri si accendo, strade e vie riprendono vita.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
