In biblioteca le lezioni di italiano per gli stranieri
REGGIO EMILIA. E' stata presentata ieri pomeriggio, nella Biblioteca Santa Croce di via Adua, la nuova scuola “Penny Wirton”, un luogo di insegnamento della lingua italiana agli stranieri. Un compito...
REGGIO EMILIA. E' stata presentata ieri pomeriggio, nella Biblioteca Santa Croce di via Adua, la nuova scuola “Penny Wirton”, un luogo di insegnamento della lingua italiana agli stranieri. Un compito che può essere svolto volontariamente – ma non mancheranno docenti professionalmente qualificati – da chi intenda favorire l'apprendimento della parola e della scrittura del nostro Paese. La scuola sarà aperta da settembre a maggio nella stessa biblioteca il martedì dalle 17 alle 19. Un compito dunque limitato ma preziosissimo per chi non ha dimestichezza con il nostro idioma che in apparenza è semplice ma risulta molto complicato a chi viene da lontano. Alla presentazione dell'iniziativa sostenuta dal Comune, hanno partecipato l'ideatore del progetto Eraldo Affinati insieme al sindaco Luca Vecchi, all'assessore Raffaella Curioni, a don Giordano Goccini rappresentante della Curia, al direttore della Biblioteca Panizzi Giordano Gasparini, allo scrittore Giuseppe Caliceti e ad Anna Livia Pelli.
I corsi saranno tenuti da uomini e donne disposti a insegnare in modo gratuito: nessuno è retribuito. La scuola è aperta a giovani e adulti, uomini e donne di ogni provenienza ed età. Non vengono dati voti e non sono richieste iscrizioni formali. In pratica “Penny Wirton” è un luogo in grado di accogliere studenti in qualsiasi momento vogliano aggregarsi. Il nome di questo singolare luogo di apprendimento si collega al romanzo "Penny Wirton e sua madre" scritto da Ezio Comparoni, meglio conosciuto come Silvio D'Arzo. Da quel titolo l'idea della scuola creata da Affinati che ha utilizzato, nella capitale, l'ospitalità dei gesuiti dell'abbazia di San Saba sull'Aventino. In pratica una prosecuzione della esperienza nata con la Città dei Ragazzi fondata a Roma nei primi anni 50 a favore di orfani o giovani in gravi difficoltà familiari a causa della guerra. Oggi vi sono ospitati minori stranieri bisognosi. Ecco dunque che sbarca a Reggio questa scuola che genera un singolare rapporto fra docente e allievo. Ognuno cura infatti un solo allievo, al massimo un ristretto numero di studenti. Il dialogo è più semplice e facilita l'attenzione e l'apprendimento.
Oltre a quella di Roma, e appunto a quella che aprirà prossimamente i battenti a Reggio, esistono analoghe esperienze a Noventa Padovana, Aversa, Sezze Romano, Cosenza, Mormanno, Trebisacce, Catanzaro. Altre sono in apertura a Lucca, Poggibonsi, Colle Val d'Elsa e Ostuni.
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