Le associazioni in piazza: i “gioielli” della sanità
Una folla davanti al municipio per conoscere i reggiani che tutti i giorni si spendono in prima persona nell’aiutare gli ammalati e i ricoverati
REGGIO EMILIA. Il volontariato reggiano ha incontrato la città. Ieri, in piazza Prampolini, festa di folla, una dimostrazione della generosità che accomuna migliaia di concittadini. Sono state 39 le associazioni che hanno risposto all’appello lanciato dal Santa Maria Nuova nell’ambito dei festeggiamenti per i 50 anni dell’ospedale. Intorno ai loro stand è stata una continua processione di curiosi, di amici, di persone interessate; numerosi coloro che hanno manifestato l’intenzione di unirsi al loro lodevolissimo impegno civico. A ringraziarli dell’appoggio che garantiscono sono venuti anche i vertici del Santa Maria. Antonella Messori, direttore generale, si è rallegrata per quanto viene fatto e si è detta felice dell’abbraccio che i reggiani hanno tributato a quanti offrono solidarietà: «Sono una ricchezza – ha annotato – perché sono di aiuto ai pazienti, alle loro famiglie ed a quanti sono professionalmente impegnati nella cura e nella ricerca per il rimedio di tante patologie». «Abbiamo inserito nel calendario delle celebrazioni dei 50 anni dell’ospedale – ha aggiunto il direttore sanitario Giorgio Mazzi – questo contatto con la città e debbo ammettere che è stata una buona idea perché Reggio dimostra la propria riconoscenza». «E’ un legame con il territorio – ha completato il cardiologo Massimo Pantaleoni – che oggi si rivela una tangibile realtà».
Fra i visitatori Renato Brevini, che si è meravigliato della varietà e ampiezza delle sigle rappresentate e si è rallegrato per l’operato svolto da tanti nostri concittadini. Meno sorpreso Salvatore De Franco che dirige l’area formativa del volontariato e che è costantemente a contatto con gli operatori nelle strutture ospedaliere. «I progetti sono tanti, tutti finalizzati alla cura, informazione, tutela, cura della parte della comunità che si trova in un momento delicato della propria vita».
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