White list, stop alla Agorà Costruzioni
Respinta la richiesta di iscrizione per la ditta di Reggiolo visti i legami con il Consorzio Primavera, ora in liquidazione
REGGIO EMILIA. Nove provvedimenti antimafia dal prefetto di Reggio, Raffaele Ruberto, dal suo arrivo a Reggio Emilia lo scorso gennaio. E uno di questi – con un provvedimento prefettizio emesso lo scorso primo aprile – è un diniego rispetto alla richiesta di iscrizione alla “white list” per la ricostruzione post terremoto e riguarda la ditta Agorà Costruzioni, con sede in vicolo Milano 8 a Reggiolo.
All’amministratore unico della società, Maurizio Giuseppe Bonaccio, si contesta che la sede legale dell’impresa - aperta nel marzo del 2014 - coincide con quella del padre, Gaetano Bonaccio (nato a Cutro): questa faceva parte di quel Consorzio Primavera che, con la ditta Giada Srl dei fratelli Raffaele e Francesco Todaro, venne colpita da interdittiva quando prefetto di Reggio era ancora Antonella De Miro.
Provvedimenti, questi, che vennero duramente contestati – e tutt’ora lo sono – da Raffaele Todaro, che ha sempre pubblicamente dichiarato come la parentela con l’ex suocero Antonio Dragone (per anni a capo della consorteria ’ndraghetista di Cutro, ucciso nel 2004 in un agguato per mano della cosca rivale dei Grande Aracri) non avesse influenze sulla sua attività imprenditoriale.
A Bonaccio si contestano, dunque, le relazioni economiche con i Todaro, ma anche parentali (sono i fratelli della madre).
Il groviglio parte ancora una volta dal Consorzio Primavera, che fu creato nel giugno del 2008 e conta una sede in via Amendola a Reggiolo.
Il raggruppamento è ora impegnato nella procedura di liquidazione per mano di Raffaele Todaro, procedura dichiarata nel dicembre del 2014 e controfirmata da tutti i consorziati: Francesco Todaro, Bruno Todaro, Rosario Gualtieri, Rocco Gualtieri, Gerardo Lobetti, Antonio Iembo, Gaetano Bonaccio e Giuseppe Serravalle, che hanno deciso quindi di mettere fine al sodalizio imprenditoriale finito al centro di un’informativa.
L’esclusione dalla “white list” della Agorà Costruzioni non preclude invece alla ditta di poter lavorare nel settore privato, lasciandone integra l’attività salvo la partecipazione alle gare pubbliche. Il diniego, infatti, si basa su un’ipotesi che non comporta alcuna conseguenza sul piano legale, come è bene ricordare. Cosa ben diversa invece l’interdittiva antimafia che ha colpito le ditte vicine legate a Todaro, come la Giada srl, considerata comunque a rischio di condizionamento, come ribadito dal Tar di Parma a fine febbraio 2015, quando l’imprenditore si è visto respingere il ricorso presentato in nome dell’azienda edile di Reggiolo, colpita da interdittiva nel luglio del 2010 insieme al Consorzio Primavera. In seguito al primo provvedimento prefettizio, la Giada srl era stata poi esclusa proprio dalla “white list”, negandole così la possibilità di lavorare nei cantieri per la ricostruzione post sisma. A inguaiare i fratelli Todaro ci sono anche i nipoti, soci della Gta, ditta edile destinataria di un’informativa antimafia.
L’esclusione della Agorà giunge insieme a quella della Emiliana Costruzioni Srl di Brescello, azienda di Salvatore Muraca, imprenditore tra i più rinomanti nelle terre della Bassa reggiana. (el.pe/e.l.t.)
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