“Expo alla rovescia” ha fatto il pienone
REGGIO EMILIA. Era un magazzino dei formaggi abbandonato da anni. Usato per un po’ dalla Caritas per il suo mercatino dell’usato poi trasferito altrove; da qualche tempo è stato occupato per dare un...
REGGIO EMILIA. Era un magazzino dei formaggi abbandonato da anni. Usato per un po’ dalla Caritas per il suo mercatino dell’usato poi trasferito altrove; da qualche tempo è stato occupato per dare un tetto a profughi e persone in emergenza abitativa e c’è anche un’officina per biciclette battezzata Raggi Resistenti. Adesso è diventato pure una sorta di “polo fieristico alternativo” e per due giorni si è riempito di gente. Tanta gente, giovani, adulti, pensionati, bambini, intere famiglie. E’ quello che è avvenuto tra sabato e ieri nel capannone che si trova a circa metà di via Gramsci in occasione di una festa che è già tutta nel titolo: “Expo alla rovescia, la città che vogliamo”. Fuori e dentro tante bancarelle con prodotti biologici, per lo scambio dei semi, birra artigianale, libri ed opuscoli. Dentro mostre fotografiche, spazi per fare giocare i bambini, area per concerti, un ristorante alla buona ma molto frequentato e pure un circo con acrobati e saltimbanchi. Non sono mancati nemmeno dibattiti con esperti su acqua, semi, urbanistica con meno cemento e più verde. Ma chi ha organizzato il tutto? Lo spiega Simon Armini del Laboratorio No Expo: «Il progetto ha messo insieme tutta una serie di realtà reggiane con lo scopo non solo di discutere di temi per noi importanti come ambiente, sostenibilità, diritti, dignità, ma anche per aprirci alla città, alle famiglie, per farci conoscere ed aprire un confronto costruttivo».
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