Resti umani in un vecchio pozzo sono riprese le indagini a Chiozza
I carabinieri sono tornati sul posto dopo il macabro ritrovamento di ieri nei pressi di un casolare in ristrutturazione in via Venere 23: i militari e il medico legale sono al lavoro per capire se quelli trovati nell'acqua, siano o meno i resti di un cadavere
SCANDIANO. Dopo una notte con il piantone davanti, il pozzo dei misteri è tornato sotto l'esame di carabinieri e medico legale, allertati ieri dopo il ritrovamento di un osso, quasi sicuramente umano, e una scarpa (tipo sandalo) da parte di alcuni muratori che stavano lavorando nell'antico pozzo di un casolare in ristrutturazione in via Venere 23 a Chiozza. Carabinieri, medico legale e vigili del fuoco sono al lavoro per capire se nello stesso pozzo possano esserci altri resti umani e il cadavere di una persona.
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Sul posto anche i vigili del fuoco con gli esperti del Saf (speleo alpino fluviale) con le dotazioni tecniche da utilizzare per l'eventuale necessità di calare operatori o attrezzature nel pozzo
L'allarme è stato lanciato nel primo pomeriggio di martedì dagli operai che, da qualche tempo, stanno effettuando i lavori e che, guardando dentro al pozzo, hanno notato un calzino sospetto con all'interno un osso. Con un fil di ferro lo hanno raccolto, per poi notare che nell'acqua galleggiava anche un sandalo, poi recuperato nello stesso modo. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11240268:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/04/15/news/i-vicini-casa-disabitata-mai-visti-qui-abusivi-1.11240268]]
I muratori hanno subito chiamato la proprietaria dello stabile, acquistato circa tre anni fa dopo che, da 25 anni, l'edificio è disabitato e lanciato l'allarme ai carabinieri della tenenza di Scandiano, arrivati sul posto insieme ai militari della scientifica del comando provinciale. E' stato poi chiesto l'intervento di un medico legale, per capire se si tratti veramente di ossa umane mentre, con l'aiuto dei vigili del fuoco del nucleo Saf si cerca di capire come vuotare il pozzo o calarsi in cerca dell'eventuale cadavere.
Col sopraggiungere del buio, gli investigatori hanno messo in sicurezza il pozzo e recintato l'area, che è stata posta sotto sequestro ed è piantonata dai carabinieri, sospendendo momentaneamente le ricerche e le indagini, che sono coordinate dal sostituto procuratore Giulia Stignani e che ripartiranno all'alba. I militari hanno ripreso le indagini questa mattina, in attesa di sapere se ci saranno novità circa il macabro ritrovamento.
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