Gazzetta di Reggio

Reggio

«Per i giovani un’occasione unica»

«Per i giovani un’occasione unica»

Dar Voce ha curato le selezioni. Piacentini: «Non si tratta di lavoro nascosto»

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Per la responsabile di Dar Voce, Lucia Piacentini, che ha curato a Reggio la leva dei volontari per l’Expo per conto del Centro servizi nazionale di Milano, tutto è alla luce del sole. «C’è chi va a Milano per 15 giorni - spiega - e chi sei mesi all’estero. Sono esperienze formative che fanno curriculum. Nulla che a vedere con lo sfruttamento o il lavoro nascosto».

Cosa c’entra Milano con Reggio?

«Per l’attività a Expo è stata fatta una trattativa durata sei mesi tra sindacati, enti locali e organizzatori e c’è stato un bando nazionale. Noi abbiamo fatto un colloquio con i ragazzi reggiani che si sono candidati per Milano e gli abbiamo semplicemente detto che è possibile fare volontariato nell’ ambito Exo anche a Reggio. Ci sono settantadue progetti di volontariato che come Dar Voce promuoviamo nel bando del Comune».

La polemica com’è nata?

«Mi sembra forzata, le manifestazioni reggiane sono le stesse dello scorso anno che hanno utilizzato i volontari, è stato aggiunto solo il bollino Expo».

Qual è il confine tra volontariato e lavoro?

«Nel caso degli enti pubblici ad esempio devono essere progetti in cui i volontari hanno la funzione di coadiuvare il personale e svolgere un servizio per il cittadino e non per l’ ente. Il volontario in biblioteca non cataloga i libri, ma aiuta un bambino a fare una ricerca o in tribunale aiuta a una persona straniera a a compilare il modulo».

Come funziona il lavoro all’Expo di Milano?

«In base alla trattativa nazionale non si possono fare più di 15 giorni altrimenti diventa lavoro retribuito. Ritengo sia una bella esperienza in un contesto internazionale e che fa curriculum. Voleva farla anche mia figlia, ma è arrivata tardi».(r.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google