Gazzetta di Reggio

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Scontri, condanne “miti” ad Aq16

di Tiziano Soresina
Scontri, condanne “miti” ad Aq16

Sentenza per 14 manifestanti, due i rinviati a giudizio. Revocato l’obbligo di firma, parte l’applauso

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REGGIO EMILIA. Dopo una lunga maratona in tribunale – dalle 10 alle 17.30 – è arrivata ieri la prima “svolta” giudiziaria sui tafferugli fra “antagonisti” e polizia (tre agenti feriti, di cui uno per la frattura di una gamba) scoppiati il 25 aprile scorso in occasione del comizio del segretario nazionale leghista Matteo Salvini. Il giudice Antonella Pini Bentivoglio è uscita dalla camera di consiglio con 14 condanne e due rinvii a giudizio. Inoltre ha revocato per tutti i 16 giovani alla sbarra (14 di Aq16, il reggiano 36enne Mattia Cavatorti dei Carc e il bolognese 40enne Giovanni Marco De Pieri leader del Tpo) l’obbligo di firma: una misura restrittiva che deve aver pesato non poco sugli imputati, visto che quando l’avvocato difensore Vainer Burani l’ha comunicato fuori dall’aula a fine-udienza si sono lasciati andare ad un fragoroso applauso liberatorio. Resta comunque pendente, sul punto, il ricorso in Cassazione. Ma entriamo nei dettagli della sentenza di condanna, emessa in forma più “mite” rispetto alle richieste del pubblico ministero Maria Rita Pantani (3 anni e 4 mesi per tutti, ad eccezione del montecchiese 35enne Gianluca Tegoni con 3 anni e 10 mesi di carcere), anche se l’impianto accusatorio ha tutto sommato retto, ad eccezione dell’accusa di lesioni volontarie, derubricata in lesioni colpose. Inoltre sono state concesse le attenuanti generiche per una condanna complessiva a 5 mesi e 10 giorni (pena sospesa) nei confronti dei reggiani Simone Armini (32 anni), Marco Birra (19), Lorenzo Borghi (24), Vittorio Catelli Lasagni (22), Alessio Ciotola (27), Fedele De Lucia (28), Umberto Finotello (23), Romeo Grasselli (34), Mariam Hassane (25), Aldo Leo (34), Daniele Codeluppi (39) e Michele Salsi (37). Leggermente più pesante la condanna (7 mesi e 3 giorni, sempre con pena sospesa) per Tegoni, considerato il leader di Aq16 e nei guai anche per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. Di 13 giorni (pena sospesa) la condanna per il 43enne Ciro Di Cristo (accusato di accensioni ed esplosioni pericolose, per aver innescato quel giorno delle torce da segnalazione). Il rinvio a giudizio riguarda Cavatorti e De Pieri.

In aula la lunga discussione ha riguardato filmati e foto di quel giorno, ma anche quanto accertarono gli uomini della Digos seguendo l’evolversi di quella contrapposizione sviluppatasi attorno alle transenne che delimitavano la zona non accessibile ai manifestanti. «Siamo soddisfatti per il risultato ottenuto – dice l’avvocato Vainer Burani, a nome anche dei colleghi Matteo Marchesini e Maurizio Colotto del pool difensivo – perché i sessant’anni di galera chiesti dalla procura erano esagertai per una vicenda simile».

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