Versano liquami nel lago centinaia di pesci morti
Grave danno ambientale in un laghetto da pesca nel Querciolese. La rabbia di pescatori e abitanti di Casa Favali: «Non c’è più rispetto per niente»
VIANO. Liquami versati nei laghetti, e centinaia di pesci morti. Ha provocato un notevole danno ambientale lo scarico anonimo di liquami animali avvenuto poche notti fa in un piccolo lago usato per la pesca a Casa Favali, una piccola borgata vicino a San Giovanni di Querciola, nella zona più elevata del territorio di Viano.
Un’area punteggiata di prati, boschi e di piccoli laghi, uno dei quali è utilizzata da parecchi appassionati per la pesca. Sono state queste persone ad avere, negli anni, immesso i pesci nell’acqua, creando così una popolazione ittica. Adesso radicalmente ridotta, dopo l’ultimo scarico di liquami animali agricoli. Il deposito illegale è stato scoperto nel fine settimana nella maniera più truce, notando decine di pesci morti che galleggiavano nell’acqua, o ai bordi verdi, spiaggiati senza vita. Il lago non aveva il classico colore limpido ma appariva molto più torbido, con venature scure, traccia del rilascio di “sisso” (urine e liquidi fisiologici) e letame, i residui organici che gli allevamenti bovini e suini della zona producono. E che andrebbero smaltiti secondo procedure rigorose, per evitare inquinamenti e danni ambientali.
Non è stato il caso del lago vicino a Casa Favali, secondo un gruppetto di residenti, quelli che, speranzosi di andare a pesca come fanno quasi ogni fine settimana, si sono ritrovati di fronte alla “strage” dei pesci da loro stessi liberati nel laghetto. «Non è la prima volta che succede una cosa del genere, di solito lo fanno di notte, sono imprenditori agricoli della zona che risolvono così i problemi di smaltimento dei liquami», spiegano. «In tante occasioni non vengono scoperti, abbandonano i liquidi in canali e laghetti e chi si è visto si è visto, ma questa volta era difficile non accorgersene, con tutti i pesci morti a galla», commentano amaramente.
«E’ un comportamento incivile, che potrebbe provocare forti danni ambientali. Qui vicino passa anche un piccolo rio di acque limpide, che “rifornisce” canali e laghetti, e che rischia a propria volta di venire intossicato».
La rabbia è mischiata alla rassegnazione. «Queste cose sono sempre successe e continueranno a succedere, si muovono di notte, nessuno vede nulla e quando ci sono dei controlli queste persone riescono sempre a risultare in regola», continuano i residenti.
«Speravamo che almeno il laghetto per la pesca, sistemato e curato da gente di qui, che vive in zona, non venisse toccato, ma a quanto pare non c’è rispetto per l’ambiente e per nessuno. E adesso tutti i pesci sono morti».
La notizia ha fatto il giro del Querciolese, zona frequentata anche da tanti pescatori e appassionati di ambiente di altre parti della provincia proprio per la sua bellezza naturale, adesso sfregiata da questo sgradevolissimo atto.
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