Gazzetta di Reggio

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Viano

Versano liquami nel lago centinaia di pesci morti

di Adriano Arati
Versano liquami nel lago centinaia di pesci morti

Grave danno ambientale in un laghetto da pesca nel Querciolese. La rabbia di pescatori e abitanti di Casa Favali: «Non c’è più rispetto per niente»

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VIANO. Liquami versati nei laghetti, e centinaia di pesci morti. Ha provocato un notevole danno ambientale lo scarico anonimo di liquami animali avvenuto poche notti fa in un piccolo lago usato per la pesca a Casa Favali, una piccola borgata vicino a San Giovanni di Querciola, nella zona più elevata del territorio di Viano.

Un’area punteggiata di prati, boschi e di piccoli laghi, uno dei quali è utilizzata da parecchi appassionati per la pesca. Sono state queste persone ad avere, negli anni, immesso i pesci nell’acqua, creando così una popolazione ittica. Adesso radicalmente ridotta, dopo l’ultimo scarico di liquami animali agricoli. Il deposito illegale è stato scoperto nel fine settimana nella maniera più truce, notando decine di pesci morti che galleggiavano nell’acqua, o ai bordi verdi, spiaggiati senza vita. Il lago non aveva il classico colore limpido ma appariva molto più torbido, con venature scure, traccia del rilascio di “sisso” (urine e liquidi fisiologici) e letame, i residui organici che gli allevamenti bovini e suini della zona producono. E che andrebbero smaltiti secondo procedure rigorose, per evitare inquinamenti e danni ambientali.

Non è stato il caso del lago vicino a Casa Favali, secondo un gruppetto di residenti, quelli che, speranzosi di andare a pesca come fanno quasi ogni fine settimana, si sono ritrovati di fronte alla “strage” dei pesci da loro stessi liberati nel laghetto. «Non è la prima volta che succede una cosa del genere, di solito lo fanno di notte, sono imprenditori agricoli della zona che risolvono così i problemi di smaltimento dei liquami», spiegano. «In tante occasioni non vengono scoperti, abbandonano i liquidi in canali e laghetti e chi si è visto si è visto, ma questa volta era difficile non accorgersene, con tutti i pesci morti a galla», commentano amaramente.

«E’ un comportamento incivile, che potrebbe provocare forti danni ambientali. Qui vicino passa anche un piccolo rio di acque limpide, che “rifornisce” canali e laghetti, e che rischia a propria volta di venire intossicato».

La rabbia è mischiata alla rassegnazione. «Queste cose sono sempre successe e continueranno a succedere, si muovono di notte, nessuno vede nulla e quando ci sono dei controlli queste persone riescono sempre a risultare in regola», continuano i residenti.

«Speravamo che almeno il laghetto per la pesca, sistemato e curato da gente di qui, che vive in zona, non venisse toccato, ma a quanto pare non c’è rispetto per l’ambiente e per nessuno. E adesso tutti i pesci sono morti».

La notizia ha fatto il giro del Querciolese, zona frequentata anche da tanti pescatori e appassionati di ambiente di altre parti della provincia proprio per la sua bellezza naturale, adesso sfregiata da questo sgradevolissimo atto.

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