Gazzetta di Reggio

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Volontari, è polemica sul lavoro gratis

di Roberto Fontanili
Volontari, è polemica sul lavoro gratis

Mauro Ponzi (Pd): «L’impegno dei giovani non sia sfruttamento». Montanari: «La leva per Milano non riguarda il Comune»

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REGGIO EMILIA. Il discrimine tra impiego non retribuito, volontariato o esperienza formativa è molto sottile e permeabile. Tanto da creare spesso confusione e favorire chi travalica i confini, con la legislazione in materia che non definisce con chiarezza la questione. In ogni caso si tratta di lavoro non pagato. Come avviene a Expo, per il quale sono stati in 16mila i giovani che hanno presentato la propria candidatura, (rispetto ai 7.500 posti previsti), per svolgere uno stage di quindici giorni non retribuito e tra loro ci sono anche una cinquantina di reggiani. Proprio la presenza nel bando del Comune “Reggiani per esempio” dà la possibilità ai giovani reggiani di partecipare alla manifestazione di Milano, scatenando un accanito e surriscaldato dibattito in rete, con l’accusa di sfruttamento e abbondanti ricorsi all’ironia, ricordando «che i primi a inventare forme di lavoro non pagato sono stati i Faraoni per le piramidi».

Solo dopo aver chiarito che in base agli accordi nazionali i giovani prestano gratuitamente la loro attività a fronte di viaggio, vitto e alloggio pagati per una durata massima di quindici giorni, la polemica si è raffreddata. Ma i nodi restano e tra Comune, esponenti della cooperazione e Dar Voce (Centro servizi volontariato) che ha curato la ricerca di volontari a Reggio, non sono mancate accuse e contro repliche al vetriolo. «Quel che fa la differenza tra un lavoro e il volontariato, sono le finalità e la prestazione deve essere un servizio ai cittadini e non all’ente», spiegano da Dar Voce. Ma, aggiunge Mauro Ponzi, cooperatore e dirigente Pd, che su Facebook ha scatenato la polemica, «il volontariato deve essere una prestazione che affianca e non che sostituisce il lavoro altrui».

Sullo sfondo di questa polemica c’è il timore nei rappresentanti della cooperazione che anche gli enti pubblici, con la scusa di far svolgere una parte di lavori socialmente utili a volontari, (vedi ad esempio degli esodati e i cassaintegrati) riducano l’attività e gli appalti di cui vivono quotidianamente proprio le cooperative sociali. Il Comune di Reggio si sfila dalla polemica, sostenendo con l’assessore Valeria Montanari «che la leva per Milano non riguarda il Comune. A Reggio la questione è molto più banale e come gli anni scorsi si è chiesto ai giovani la loro disponibilità per Fotografia Europea e Reggio Narra che quest’anno avranno bisogno di un maggior numero di volontari». Anche Mauro Ponzi in conclusione placa i toni. «Se - commenta - si tratta di solo quindici giorni è un periodo accettabile. Ma il tema vero è che in tutta la macchina dell’Expo ci sono volontari. E’ una deriva abbastanza pericolosa quella di andare a sostituire prestazioni professionali con volontariato e questo vale anche nel settore pubblico». Ponzi individua poi qualche rischio: «Non vorrei che passasse l’idea che possiamo tagliare posti di lavoro tanto ci sono i volontari. Non può essere così, basta guardare a come si utilizzano i volontari per l’assistenza dei disabili a scuola. Se il volontariato affianca il servizio migliora, se lo sostituisce peggiora».

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