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«Degrado e sporcizia Impossibile lavorare di fianco al Tunnel»

«Degrado e sporcizia Impossibile lavorare di fianco al Tunnel»

REGGIO EMILIA. «Sporcizia diffusa nell’area cortiliva comune alle aziende confinanti, rifiuti nel nostro cortile privato, “ricordini” organici sul cancello, persone che nottetempo scavalcano per...

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REGGIO EMILIA. «Sporcizia diffusa nell’area cortiliva comune alle aziende confinanti, rifiuti nel nostro cortile privato, “ricordini” organici sul cancello, persone che nottetempo scavalcano per entrare a sbafo nel locale, danneggiando le recinzioni e le piante». Li elenca tutti, uno alla volta, per esprimere ciò che definisce un «certo disagio».

È la denuncia di Silvano Bedogni, titolare di I.T.ALI., azienda di prodotti alimentari che confina con il circolo Tunnel. Un problema di vicinato che Bedogni sostiene di aver più volte denunciato alle forze dell’ordine, senza mai essere riuscito a porre freno a quelli che considera «atti vandalici».

«La cosa più seccante – afferma – è che, nonostante lo si faccia presente alle persone presenti al Tunnel, nessuno prende provvedimenti. Di certo non tutti i loro clienti sono gentiluomini e, altrettanto certamente, non tutti sono in possesso di un valido titolo d’ingresso. Ormai sono anche stanco di andare a far denunce. Ma ho sempre il timore che, scavalcando, possa accadere qualche incidente, ritrovandomi responsabile di qualcosa che cerco di contrastare».

Problemi di cui sembra essere a conoscenza anche Marco Vicini, presidente di Arci Tunnel, che si dice disponibile a migliorare la situazione. «Sul fatto che ci sono persone che scavalcano, magari senza tessera, non è una cosa che incentiviamo. Abbiamo alzato la staccionata e la alzeremo ancora. Ma servono le autorizzazioni». Vicini ricorda di aver già parlato con Bedogni nelle assemblee condominiali, facendosi carico di pagare i danni alle recinzioni. Quanto al degrado nel cortile dell’azienda, il presidente del Tunnel sottolinea che, essendo proprietà privata, il circolo non può intervenire direttamente: «Come abbiamo sempre fatto, se vediamo movimenti chiamiamo le forze dell’ordine», aggiunge. «L’area da sorvegliare è molto grande – conclude Vicini – e cerchiamo di garantire la pulizia. Ad esempio, non diamo bottiglie di vetro. Se si trovano non arrivano da noi. Ci teniamo ad avere un buon rapporto con il vicinato. Tutto ciò che possiamo fare lo facciamo».

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