In procura solo con le impronte digitali
Il Comitato riunito ieri ha definito le richieste dopo la strage di Milano, proposto un badge elettronico per i visitatori abituali
REGGIO EMILIA. Tornello all’ingresso, badge con registrazione delle impronte digitali per i frequentatori abituali, pass con identificazione per quelli occasionali. Sono solo alcune delle richieste messe nero su bianco dalla Commissione Manutenzione del tribunale, riunita ieri in seduta allargata nella biblioteca dello stesso palazzo di giustizia alla presenza anche dei rappresentati di tutte le forze dell’ordine, del Comune, degli avvocati oltre naturalmente al presidente Francesco Maria Caruso e del procuratore capo Giorgio Grandinetti.
Sullo sfondo c’è la strage dei giorni scorsi al tribunale di Milano – dove un imputato ha sparato e ucciso tre persone durante l’udienza che lo riguardava – che sta facendo correre ai ripari, sul tema della sicurezza, tutti i palazzi di Giustizia d’Italia. Ma non solo: nella memoria di Reggio c’è ancora il ricordo della sparatoria, avvenuta nel nostro palazzo di giustizia nel 2007, durante una causa di divorzio e costata la vita a tre persone.
Per questo, in un palazzo dove vigilanza privata all’ingresso e metal detector già ci sono, ciò di cui si discute è un’implementazione dei controlli. Non solo di quelli di entrata, che già sono operativi da sette anni, ma anche all’interno dei palazzi del tribunale e della procura.
La prima richiesta che arriva dagli addetti ai lavori riguarda gli ingressi. Non ci si accontenterà più di controlli personali per intercettare l’eventuale presenza di armi - e in questi anni sono stati tanti i coltelli trovati - ma anche di vere e proprie registrazioni. Con la raccomandazione che il pass (o il badge) sia esposto.
Ma è anche la libera circolazione delle persone all’interno dei due palazzi che si vuole regolamentare. «Ho chiesto – spiega il procuratore capo, Giorgio Grandinetti – una guarda giurata anche all’ingresso della procura, telecamere e anche qui l’accesso solo tramite badge». In questo modo, solo agli autorizzati sarà consentito salire ai piani della procura.
E’ proprio per evitare inutili, o equivoci, sconfinamenti dei visitatori all’interno dei due palazzi che è stata avanzata anche la richiesta di una riorganizzazione degli spazi, con il trasferimento ai piani più bassi degli uffici più frequentati dal pubblico.
Inoltre, è stato proposto il turn over tra le diverse forze dell’ordine (carabinieri, polizia, guarda di finanza, forestale, municipale) per una presenza fissa durante le udienze, anche quelle di separazione e le aste giudiziarie. Mentre è stato chiesto al Comune di intervenire affinché l’autorimessa, che si trova al piano interrato, sia al più presto fruibile, in modo che le auto - come quelle dei magistrati – non vengano più parcheggiate all’interno del cortile. Anche questa si configura come un’ulteriore implementazione della sicurezza per chi opera nel palazzo di giustizia.
Sui tempi bisogna attendere. Sia per quelli della produzione di un documento definitivo, sia per capire chi e cosa pagherà dopo che il ministero con un decreto ha stabilito che dal 30 settembre i costi eccezionali per la sicurezza passino a esso.
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