Scuola, allarme Cgil «Pochi finanziamenti nella nuova riforma»
Oltre 250 persone al Buco Magico nell’assemblea sindacale Meglioli (Flc-Cgil): «Troppe deleghe in bianco al governo»
REGGIO EMILIA. «La situazione delle nostre scuole e delle norme che questa riforma introduce sono allarmanti». Non usa mezze misure Elvira Meglioli, segretaria Flc Cgil, nella prima delle tre assemblee sindacali su la “Buona Scuola”, organizzato ieri al Buco Magico da Cgil, Cisl e Uil Scuola, Snals e Gilda. Un incontro per approfondire il disegno di legge sulla scuola emanato dal governo.
Oltre 250 i partecipanti, in una sala era stracolma, tanto che in molti si sono dovuti fermare fuori. «La nostra posizione è molto critica – aggiunge Meglioli – sia per ragioni di metodo che di merito. Si pensi che ci sono, in questo ddl, ben 13 deleghe al governo sull’intero sistema di istruzione e formazione, temi troppo importanti per il futuro della scuola italiana, che non possono essere affrontati senza un serio dibattito parlamentare. I criteri direttivi sono vaghi, in pratica si tratta di deleghe in bianco».
I temi sviscerati nell’assemblea, preliminare alla manifestazione di sabato 18 aprile a Roma, sono tanti. Si parla del piano di assunzioni, della distribuzione del salario, della mobilità del personale, della carriera, che diventano materia di legge e che vedono la contrarietà dei sindacati, che chiedono che vengano riconsegnate alla negoziazione. Si è parlato anche dei “super poteri” del dirigente scolastico, al quale viene affidata la più ampia discrezionalità nella scelta dei docenti. «Una scelta autoritaria, che contraddice basilari principi di trasparenza, di collegialità e corresponsabilità – continua Meglioli – L'accentramento dei poteri nelle mani del preside-manager prevede infatti la completa estromissione degli studenti, dei docenti, dei genitori e del personale Ata dai processi decisionali».
Anche per il personale tecnico, amministrativo ed ausiliario le cose non sembrano andare meglio essendo figure escluse sia dal piano di stabilizzazione sia dalla formazione. Il dibattito in assemblea ha dato voce ad un assente illustre come il diritto allo studio. «Il personale non deve essere utilizzato prioritariamente per le supplenze fino a dieci giorni – conclude la segretaria Flc Cgil – a scapito del regolare svolgimento delle lezioni previste, ma per sdoppiare le classi troppo numerose e per rafforzare le strategie per combattere la dispersione scolastica e favorire il successo scolastico di tutti». Nell’analisi dei sindacati, inoltre, anche la mancanza di finanziamenti adeguati. Il governo infatti prevede, nel documento economico finanziario in discussione in questi giorni, un progressivo calo della spesa pubblica per l'istruzione per i prossimi 15 anni.
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