Trasporti, verifiche su una ditta di Gualtieri
La Granulati Muto segnalata all’albo dell’autotrasporto: ora rischia l’esclusione e lo stop dei camion
REGGIO EMILIA. Un gruppo di aziende, tutte con attività di trasporti ed escavazione, legata alla famiglia Muto di Gualtieri, stanno scivolando sotto il peso della crisi. Non solo quella economica ma anche quella giudiziaria, stando alle novità giunte dopo le operazione antimafia come Aemilia, che sta producendo una serie di effetti sulla continuità aziendale di diverse attività edili legate a imprenditori cutresi. A quanto si apprende, infatti, è stata da poco segnalata anche un’altra ditta dei Muto, la Granulati Muto di Gualtieri. Questa volta, però, si tratta di una segnalazione giunta non alla prefettura bensì all’albo degli autotrasportatori di Reggio Emilia, in mano a un apposito ufficio dell’ente di Palazzo Allende. Una pratica aperta nei confronti della società perché mancherebbero i requisiti di onorabilità, tra le cause della possibile esclusione dall’albo che porterebbe allo stop dei camion per lavori in conto terzi. La Granulati, infatti, si occupa di commercio all’ingrosso di materiale da costruzione e prodotti da cava, trasportati tramite i mezzi dell’azienda ai vari clienti e nei cantieri che ne richiedono l’opera. La ditta, oltre alla sede reggiana, conta una sede operativa a Vezzano Ligure, dove ha un frantoio. Ad oggi la Granulati è detenuta da Saveria Faragò, con un capitale sociale di 400mila euro. Legata a doppio filo all’azienda di Gualtieri, c’è la Inerti Muto di Cutro, fallita con sentenza del tribunale di Crotone nel dicembre del 2014. In entrambe compare tra gli amministratori - a più riprese - Cesare Muto.
Entrambe le ditte sono parte della Gruppo Muto spa, che ha sede sempre a Gualtieri in via Alessandrini 9. Il gruppo è in mano a Giuseppina Sarcone.
L’albo provinciale, che a breve passerà al ministero, sta effettuando una lunga serie di controlli su tutte le ditte di autotrasporto: operazioni previste dalla normativa, ha portato alla cancellazione di circa 3mila aziende in pochi anni. Ora, quelle attive su Reggio Emilia, sono 1.500 circa. Le ultime 71 cancellazioni effettuate dall’ufficio che tiene l’albo, sono state pubblicate in questi giorni. Un lavoro certosino di controllo per ogni singola attività, sotto ogni profilo: quello contabile, finanziario, con riferimento anche alle licenze e alle iscrizioni, senza scordare l’antimafia. La mancanza o la perdita dei requisiti determinano la cancellazione dall’albo.
La Granulati Muto non è stata ancora esclusa. La pratica è in via di definizione: sono stati concessi infatti 30 giorni alla ditta per muovere le sue controdeduzioni o presentare materiale che renda nulla l’eventuale esclusione, che non ha alcuna conseguenza sotto il profilo penale né sotto quello amministrativo. (e.l.t.)
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