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Allarme per le nutrie degli agricoltori: serve una soluzione

FABBRICO. Emergenza nutrie. Ora gli agricoltori scendono in campo e chiedono di essere ascoltati. Dopo un breve giro di telefonate, a seguito dell’esito negativo del recente incontro tenutosi il 9...

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FABBRICO. Emergenza nutrie. Ora gli agricoltori scendono in campo e chiedono di essere ascoltati. Dopo un breve giro di telefonate, a seguito dell’esito negativo del recente incontro tenutosi il 9 aprile tra i sindacati agricoli facenti parte di Agrinsieme ed il Prefetto di Reggio per tentare di trovare una soluzione per contenere il fenomeno dell’incontrollata espansione delle nutrie, e a seguito dell'accordo, tra gli addetti ai lavori , del 21 agosto 2014, che con la legge 116/2014, aveva ribattezzato questi mammiferi come “animali nocivi” e quindi non più appartenenti alla “fauna selvatica”, gli agricoltori hanno deciso di lanciare una petizione per chiedere un incontro “definitivo e risolutore” con tutti i soggetti interessati per debellare l’incontrollata proliferazione di nutrie.

«Col passare degli anni diventa sempre più difficile fare una stima attendibile della popolazione delle nutrie presente oggi nelle nostre zone – dice Claudio Bertolini della società agricola Comagri di Fabbrico – anche per la loro sensibilità a rilevare la presenza dell’uomo e quindi a rimanere nascoste al sentore del pericolo. Ma di certo i loro approvvigionamenti alimentari e i danni arrecati alle strutture di uso e salvaguardia idraulica non passano inosservati a noi agricoltori, purtroppo li vediamo e teniamo sotto osservazione durante tutto il tempo dell’anno, in quanto fanno parte integrante del nostro lavoro ed hanno un’influenza prioritaria sul futuro reddito che dovremmo percepire con i nostri raccolti. Ogni anno che passa la situazione peggiora veramente in modo troppo preoccupante e di certo il termine “emergenza”diventa d’obbligo utilizzarlo, oggi più di ieri, per i “veri e propri disastri” che tutti possiamo vedere, dall’agricoltore al comune cittadino.

« Semplicemente – ha continuato Bertolini – ci sentiamo di dire che è arrivato veramente il momento di smettere di giocare con la nostra pazienza, la nostra troppo buona e vera educazione che spesso ci crea timore a dare dimostrazione verbale in pubblico della nostra cultura, umanità e umiltà perseverante, tutti principi troppo umani per una società odierna dove chiunque si sente di muovere critiche senza annesse spiegazioni sul nostro operato. Siamo consapevoli di essere spesso considerati cittadini di serie B. Pertanto, - ha concluso Bertolini - onde evitare di continuare a tergiversare a pronunciare parole improprie e verbalizzarle, sprecando inchiostro e carta inutilmente, vediamo di organizzare l’incontro definitivo tra tutti gli attori intervenuti in questo film misto di orrore e comicità di bassa lega, per trovare una linea d’intesa che accontenti un po’ tutti e che dia vita ad un regolamento veloce ed efficiente, affinché si inizi a fermare l’incontrollata proliferazione di questi roditori e si possa iniziare a riparare i danni da loro causati e infine che le nostre colture possano arrivare alla meritata raccolta». (m.p.)

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