Gazzetta di Reggio

Reggio

Aperture festive, il Comune si arrende

di Roberto Fontanili
Aperture festive, il Comune si arrende

Salta l’accordo con la grande distribuzione: «Non c’è la disponibilità ad abbassare le serrande il 25 aprile e il 1° maggio»

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REGGIO EMILIA. Nessun patto vincolante e nemmeno un “gentlemen agreement”, come avvenne nel 2013, con il Comune a fare da garante per permettere la chiusura dei centri commerciali in occasione delle festività religiose e civili. A far saltare per quest’anno ogni ipotesi di accordo (che ricalcasse quello del 2013), denuncia il Comune, «è stata l’indisponibilità dei rappresentanti di alcune catene distributive e delle associazioni di categoria di includere tra le giornate di chiusura anche il 25 aprile e il 1° maggio». Se, infatti, l’accordo era stato raggiunto per il 1° gennaio, Pasqua, 15 agosto, Natale e Santo Stefano, non altrettanto è accaduto per 25 aprile, 1° maggio e Pasquetta. L’ultimo incontro che si è svolto in Comune il 10 aprile scorso – a cui i sindacati del commercio non sono stati invitati – tra la Giunta, alcuni rappresentanti delle catene di grande distribuzione e le associazioni di categoria, ha sancito, infatti, che «per il 2015 non vi è alcuna intesa». Proprio per l’indisponibilità di una parte dei soggetti interessati ad inserire nell’elenco anche le due festività civili del 25 aprile e del 1° maggio, l’Amministrazione comunale ha ritenuto di «non promuovere alcun patto, fermo restando la disponibilità a tenere aperto il confronto per un futuro accordo». Che fosse una trattativa difficile era nell’aria e il suo esito negativo non ha sorpreso i sindacati del commercio di Cgil, Cisl e Uil che già prima di Pasqua avevano proclamato uno sciopero per le festività pasquali, il 25 aprile e il 1° maggio. I sindacati intanto sono impegnati a svolgere un’azione di sensibilizzazione nei confronti dei consumatori, «con l’invito a disertare i centri commerciali nei giorni di festa». «E’ apprezzabile - commenta Luca Chierici segretario della Filcams Cgil - che il Comune provi a regolamentare orari e festività, ma l’esito della trattativa dimostra che le amministrazioni locali sono esautorate e che vige una deregulation selvaggia». La situazione non è simile in tutto il comparto, come ha confermato l’andamento dello sciopero nel giorno di Pasquetta. «Le aziende più sindacalizzate - spiega Chierici - hanno tenuto chiuso, il problema si pone per i negozi più piccoli. Il senso dello sciopero non era quello di far chiudere i negozi, quanto di dare una copertura ai lavoratori e sensibilizzare l’opinione pubblica. Molti consumatori con cui abbiamo parlato ci hanno dato ragione, ma con il carrello in mano. Lo stesso sondaggio della Gazzetta conferma che molti consumatori sono d’accordo con noi. Per questo diciamo che a Reggio, città medaglia d’oro della Resistenza, il 25 aprile è l’occasione di svuotare i carrelli dalla merce e di riempirli con i valori della Resistenza».

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