Fotografia Europea festeggia 10 anni con l’Effetto Terra
Decine di eventi dal 15 al 17 maggio e mostre fino a luglio Il sindaco: «Vista la qualità è facile prevederne il successo»
REGGIO EMILIA. E dieci. Sono le candeline dell’ormai prossimo compleanno di Fotografia Europa. E spente con un soffio, sotto le candeline c’è una torta davvero saporita da gustare, visti gli ingredienti usati.
Sì, perchè questo festival dell’immagine reggiano per nascita ma internazionale per vocazione, è diventato col tempo un vero catalizzatore per un pubblico di appassionati provenienti da ben oltre i confini regionali e nazionali (lo scorso anno fu il 30% sul totale delle presenze e con una non trascurabile ricaduta economica sulla città).
Ieri, sotto la cupola della storica Sinagoga di via dell’Aquila, è stata presentata Fotografia Europea 2015, in programma dal 15 al 17 maggio col titolo “Effetto Terra” per sottolineare il tema conduttore del rapporto uomo e natura e l’aggancio a Expo (le mostre saranno poi aperte fino a luglio). Presenti all’incontro il sindaco Luca Vecchi, Gianni Borghi (Fondazione Manodori), Walter Guadagnini (comitato scientifico e co-curatore della collettiva No Man Nature), il fotografo Olivo Barbieri, Giordnao Gasparini (Area servizi alla persona del Comune), Elisabetta Farioli (coordinatrice Fotografia Europea).
Per sintetizzare, tre sono i punti di forza e gli obiettivi di questa edizione decennale.
Primo, la qualità dell’offerta, tanto che il sindaco Vecchi si è spinto a dire: «Questa edizione sarà un grande successo, di solito si dice dopo, ma la qualità dei progetti è davvero altissima». Il nucleo centrale è costituito da tre mostre: il catalano Joan Fontcuberta a Palazzo dei Musei con Gastropoda e Fauna Secreta; l’olandese Erik Kessels nella Sinagoga con Unfinished Father (foto dedicate alla Fiat 500, la Topolino che ha visto il diretto coinvolgimento dei reggiani nel reperimento di immagini d’epoca); e Olivo Barbieri ai Chiostri di San Pietro con Ersatz Lights, viaggio in immagini nell’illuminazione artificiale. Senza dimenticare la collettiva No Man Nature a Palazzo da Mosto, curata da Elio Grazioli e Walter Guadagnini con Diane Dufour. E poi decine di altri eventi, senza contare quello che offrirà il variegato Circuito Off sia nella versione on line che nell’arcipelago delle mostre in città e in provincia.
Secondo, il coinvolgimento sociale ed istituzionale. Lo hanno sottolineato un po’ tutti: «si avverte che la città è dietro al festival» ha detto la Farioli e Guadagnini ha aggiunto: «a Reggio Emilia si lavora bene, c'è un bel clima cittadino perché c'è una passione vera per ciò che si fa», mentre Gasparini in particolare ha evidenziato che «con Fotografia Europea la città si accende, esplode la socialità e scattano scambi e incontri, tutto il sistema culturale delle istituzioni cittadine e non solo partecipa».
Terzo, allargare sempre più i luoghi del festival anche con lo scopo di fare conoscere alla cittadinanza spazi e palazzi di valore. Lo ha ribadito Gianni Borghi presidente della Manodori, nel ricordare che quest’anno uno dei nuovi luoghi di FE015 sarà il restaurato e da poco inaugurato Palazzo del Mosto. Ma della partita ci sono anche il Museo dei Cappuccini e l’ospedale Santa Maria.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
