Gazzetta di Reggio

Reggio

In paese tiene banco il mistero della cascina

di Adriano Arati
In paese tiene banco il mistero della cascina

Al bar e in piazza non si parla d’altro ma nessuno riesce a ricordare chi bazzicasse da quelle parti

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SCANDIANO. «Ma sa sucéd?». Regnano curiosità e incredulità, a Scandiano, dopo la scoperta dei resti umani nel pozzo di Chiozza.

Un ritrovamento che ha generato un inconsueto viavai di mezzi e persone da una zona piuttosto isolata di Chiozza, dove ci sono poche case abitate ed è al massimo frequentata alla sera da qualche coppietta in cerca di intimità. Da lì le prime domande su cosa fosse successo, fino alla diffusione della notizia sui resti in fondo al pozzo. E da lì, inevitabilmente, la corsa al commento e al dettaglio.

Difficile trovare altri argomenti di conversazione ieri nei bar, nei circoli e soprattutto nelle piazze scandianesi. Il bel tempo ha portato le persone a godersi l'aria aperta, e su panchine, tavolini non si parlava che del “giallo di Chiozza”. A imporsi tante curiosità su cosa fosse stato realmente rinvenuto nella borgata e il consueto florilegio di ipotesi sulla provenienza dei resti umani.

Non lontano da via Venere ci sono due cimiteri e qualcuno pensa a un rito. «Uno scherzo bruttissimo – si commentava in un bar del centro – I satanisti per me non esistono, ma dei poveri idioti che si divertono a ricreare delle scene macabre, per fare parlare di sé, non sono mai mancati».

Si lavora poi con la memoria, soprattutto fra i cittadini più anziani, per cercare di ricordare persone sparite nella zona negli anni e nei decenni scorsi.

«Non si sa niente. Da quello che dicono è tutta roba che si trova nel pozzo da tanto tempo, magari è qualcuno che si cercava venti o trent'anni fa, chi lo sa. O uno straniero, che si era rifugiato lì, e i suoi parenti non sanno più niente di lui, che disastro» aggiungono due “veterani” di piazza Fiume.

Ma alla luce dei nuovi rinvenimenti c’è da credere che l’argomento tornerà a imporsi anche oggi. E a questo punto, verrà voglia di andare a cercare nella memoria quando in quello stesso casolare era stato visto aggirarsi qualcuno o il nome di chi, magari molti anni fa, è scomparso senza più lasciare traccia in paese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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