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REGGIO EMILIA

La Diocesi mette in vendita il seminario

di Evaristo Sparvieri
La Diocesi mette in vendita il seminario

Costi di gestione troppo elevati e crisi delle vocazioni. L’operazione riguarda tre quarti dell’edificio, che risale agli anni ‘50

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REGGIO EMILIA. Spese insostenibili. E una crisi delle vocazioni che ha reso la struttura eccessivamente grande rispetto alle persone che la abitano. La Spending Review sbarca anche in Diocesi. Sono questi infatti i motivi alla base della decisione di mettere in vendita tre quarti del seminario vescovile urbano di viale Timavo. Un’area estesa complessivamente per circa 20 mila metri quadrati, costruita negli anni Cinquanta, nella quale attualmente vivono 28 persone, fra docenti e seminaristi. A questi si aggiungono un’altra decina di “inquilini”, che trovano però alloggio nella struttura soltanto periodicamente.

L’operazione di vendita, fanno sapere dalla Diocesi, rientra nell’ambito di un piano di razionalizzazione e ristrutturazione che interesserà anche in futuro altri immobili, ora destinati a sedi operative di uffici e organismi pastorale.

«La vita della comunità dei seminaristi, dei loro formatori e dei sacerdoti residenti e le sedi dello Studio teologico interdiocesano, dell’Istituto superiore di scienze religiose e della Scuola teologica diocesana – affermano dalla Diocesi – verranno circoscritte alla sola ala sud-est della struttura, realizzando significative economie a fronte degli ingenti costi di gestione. La Diocesi potrà così disporre dei tre quarti del complesso per un’eventuale alienazione, costituendo, di conseguenza, un fondo per le sue esigenze operative».

Non si tratta, in realtà, di un’operazione estemporanea per la chiesa reggiana. La decisione di procedere con l’alienazione è stata infatti ponderata per circa due anni, passando al vaglio sia del consiglio episcopale che del consiglio diocesano degli affari economici. «L’obiettivo prioritario – aggiungono dalla Diocesi – sarà quello di salvaguardare, per quanto possibile, una parte dell’immobile per le necessità della Diocesi e, per gli spazi rimanenti, una destinazione d’uso di chiaro interesse sociale. Su quest’ultimo punto, si ringrazia l’amministrazione comunale di Reggio per l’ampia disponibilità dimostrata nel concertare l’iter per la definizione di un accordo preliminare ad una variante al Regolamento urbanistico ed edilizio al fine di implementare gli usi attualmente ammessi nell’immobile del seminario con funzioni di rilevante interesse pubblico, quali attività sanitarie ed assistenziali, attività di formazione e ricerca, attività congressuali».

Proprio queste saranno quindi le attività che un eventuale acquirente potrà realizzare all’interno dell’edificio, per il quale la Diocesi potrebbe valutare la vendita sia in blocco che per singole parti, agevolando in questo modo un’operazione immobiliare che la grandezza della struttura potrebbe invece in qualche modo ostacolare.

Da valutare, inoltre, anche la cessione degli spazi verdi e dei parcheggi esterni. La trattativa di vendita sarà di tipo privato. E, per il momento, non è stata fatta alcuna stima del prezzo.

Nell’ambito dello stesso quadro di razionalizzazione, infine, nei prossimi mesi la maggior parte degli uffici diocesani sarà concentrata nello stabile di via Prevostura 4, tradizionalmente noto come Centro Giovanni XXIII.

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