Morte di Giulia, il dolore inconsolabile dell’amica del cuore
Il racconto di Francesca con la mamma in lacrime sul luogo dello schianto: «Stava tornando a casa mia, aveva dimenticato qualcosa nel mio cestino. Non ho visto l'incidente, ho solo sentito un boato».
CORREGGIO. Si sono trovati tutti davanti al luogo dov’è accaduto il tragico incidente, per portare un fiore e stare vicino a Francesca, una delle migliori amiche di Giulia.
E’ davanti all’ingresso di casa sua che si è consumata la drammatica vicenda in cui ha perso la vita la studentessa di 15 anni Giulia Epifani e questo è un duro colpo da superare per Francesca e la sua mamma, Monica Albieri. E’ la donna che, per prima, racconta tra le lacrime quello che è accaduto martedì poco prima delle 13.
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«Giulia aveva dimenticato qualcosa dalla Franci (Francesca, la figlia, ndr) e stava rientrando, tornando per prenderla. E qua davanti è successo l’incidente». Il suo racconto è spezzato da lacrime e singhiozzi, dal dolore profondo di una madre che non può e non vuole accettare quello che è successo a una ragazzina dell’età della figlia, all’amica del cuore della sua bambina. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11240353:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/04/15/news/schianto-in-scooter-e-morta-la-ragazzina-di-16-anni-1.11240353]]
«Aveva dimenticato una cosa nel cestino della mia bicicletta – racconta Francesca in lacrime, che si inserisce nel discorso della mamma – ed è tornata. Poi ho sentito un boato e sono corsa fuori. Non ho visto l’incidente ma ho visto tutto quello che è successo dopo».
La chiamata ai soccorsi, l’arrivo del personale medico e dell’elicottero del 118, i rilievi della Municipale: «Ho visto tutto dopo». Sono poche le sue parole. «Scusami, non so cosa dire» aggiunge.
E’ scossa, la ragazzina, come lo sono le compagne di scuola arrivate sul posto per confortare l’amica e portare fiori sul luogo dell’incidente. Sono in cinque, sei, ma col tempo ne arriveranno altri, amiche e amici.
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«Non siamo andate a scuola – raccontano alcune ragazze – perché è giusto stare qui». Stare con l’amica che ha visto Giulia a terra e ha assistito, davanti alla sua casa, alla frenesia dei soccorsi.
«Ci abbiamo sperato fino all’ultimo, martedì sera siamo andate a Parma per stare con lei e speravamo che ce la facesse. Era attaccata al respiratore, era grave, è vero... ma lei era forte».
Forte d’animo, quello tanto, ma il suo fisico purtroppo non ha retto alle lesioni provocate dal terribile impatto con l’auto e dalla successiva caduta.
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E mercoledì mattina la tragica notizia, poi la posa dei fiori dove Giulia ha perso la vita. Una rosa bianca, un mazzo di fiori colorati, un biglietto scritto da Francesca e Claudia (Clo), amica d’infanzia. Davanti alla casa di Francesca non si parla d’altro. Ci si guarda, si sospira, ci si arrabbia, si piange, ci si arrende. «La conoscevamo da tanto – dice ancora la mamma di Francesca, Monica – era una bravissima ragazza. Brava, seria, educata». [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.11241688:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2015/04/15/news/venerdi-17-aprile-alle-14-30-i-funerali-di-giulia-epifani-1.11241688]]
Il ricordo è intervallato dalle lacrime, da un dolore indescrivibile. «Amava lo sport – ricordano Fra e Clo – il calcetto e poi la musica. Suonava la chitarra e il piano».
Amiche per la pelle Francesca, Giulia e Claudia. Legate da un sorriso, quello di Giulia, che le due amiche non potranno scordare mai, come hanno scritto sul biglietto indirizzato all’amica scomparsa e che ora giace assieme ai fiori, nel passaggio a fianco della strada che porta a Fosdondo.
«E’ quello che ci ricorderemo di più di lei» dicono. Le parole finiscono qui.
Altri amici però la ricordano anche a scuola, al liceo Corso, dove Giulia frequentava il secondo anno di liceo, indirizzo scientifico. «Non doveva andare così» sospirano alcuni ragazzi. «Aveva solo quindici anni, dicono altri».
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Ora gli amici sono chiamati ad affrontare un’altra dura prova: superare l’improvvisa scomparsa dell’amica ed essere vicini ai genitori di Giulia, a mamma Laura e papà Gianni, e alla sorella più grande, Madia; ma anche alla famiglia di Francesca, unitissima a Giulia e alla famiglia Epifani.
Due famiglie unite, ognuna a proprio modo, da un unico dolore immenso.
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