Sequestro Vertinelli, tutto il caso potrebbe passare alla Dda
REGGIO EMILIA. Prima udienza, ieri mattina, davanti al tribunale presieduto da Francesco Maria Caruso (a latere il giudici Cristina Beretti e Andrea Rat) per la misura preventiva che ha colpito Palmo...
REGGIO EMILIA. Prima udienza, ieri mattina, davanti al tribunale presieduto da Francesco Maria Caruso (a latere il giudici Cristina Beretti e Andrea Rat) per la misura preventiva che ha colpito Palmo Vertinelli, l’imprenditore di origine cutrese colpito da un sequestro di beni da circa 10 milioni di euro.
All’attenzione del collegio c’erano sia il procedimento della procura di Reggio – rappresentata dal procuratore capo, Giorgio Grandinetti – che quello della Dda – rappresentata dal sostituto procuratore antimafia Marco Mescolini – che in parte si sovrappone al primo. Ma l’udienza è stata rinviata al prossimo 13 maggio. Gli avvocati difensori (il legale reggiano Alessio Fornaciari e l’avvocatessa Maria Battaglini dello studio Pecorella di Roma) hanno infatti sollevato un’eccezione per la mancata notifica ai terzi aventi diritto, ovvero al fratello di Vertinelli e e ad altri famigliari co-titolari dei beni posti sotto sequestro.
Nella prossima udienza, il collegio dovrà anche decidere se i procedimenti dovranno essere unificati in un unico sotto la competenza della Dda.
Vertinelli lo scorso gennaio era stato colpito da ordinanza di custodia nell’ambito dell’operazione contro l’ndrangheta di origine cutrese in terra d’Emilia. E’ tornato liberto dopo il ricorso al Riesame.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
