Gazzetta di Reggio

Reggio

Una casa romana sotto il parcheggio

di Evaristo Sparvieri
Una casa romana sotto il parcheggio

Ieri il sopralluogo della soprintendenza: «C’era un’antica area residenziale». Il ritrovamento potrebbe far slittare il cantiere

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REGGIO EMILIA. Una casa romana, proprio a due passi dalla via Emilia. Una delle ultime testimonianze di un antico insediamento residenziale spazzato via da secoli di stratificazioni. Quattro antichi reperti, portati alla luce nel corso degli scavi per la realizzazione del contestato parcheggio interrato di piazza della Vittoria, che hanno riacceso i toni della polemica politica. In particolare da parte del M5s, che ora invoca un sopralluogo dei carabinieri per verificare l’andamento del cantiere. Con i tempi dei lavori che potrebbero allungarsi. Ieri mattina, le indagini archeologiche sono state supervisionate come sempre da Marco Podini, funzionario della soprintendenza. Ed è proprio dalla soprintendenza che è stata fatta chiarezza sulla natura dei ritrovamenti, annunciati martedì dal comitato No Park. «Le indagini hanno messo in evidenza i resti di tre pavimenti in cocciopesto e di un mosaico gravemente danneggiati, in parte dal fossato medievale della cittadella (che ha asportato completamente le strutture), in parte dagli interventi successivi connessi alla continuità di vita di questo settore della città (buche di scarico legate alla trasformazione dell'area in senso produttivo, spoliazioni e reimpiego) – spiega Podini – Le strutture emerse si riferiscono a quanto resta di una casa romana, ubicata nella parte risparmiata dalle distruzioni del fossato (a nord) e dell’isolato San Rocco (a sud)».

Difficile per il momento indicare l’esatta datazione dei reperti, che solo ulteriori scavi manuali potranno chiarire definitivamente. I ritrovamenti sono avvenuti in una fascia di terreno dove i saggi preliminari avevano già previsto la presenza di reperti. «La datazione precisa potrà essere determinata solo con il prosieguo degli scavi – aggiunge Podini – Le verifiche preventive avevano evidenziato, in questo settore del sedime dell’opera (settore sud-orientale), la presenza di un’area residenziale, per la quale era stato pertanto richiesto lo scavo archeologico. I rinvenimenti costituiscono, dunque, l’esito di uno scavo programmato ed estensivo ai sensi della normativa vigente in materia di archeologia preventiva e saranno oggetto di indagine integrale, a prescindere dalla tabella di marcia. Una volta completato lo scavo, la Soprintendenza valuterà come procedere». Ed è sempre dalla Soprintendenza che si attende il via libera per stabilire se e come “asportare” i reperti.

Una decisione che potrebbe far slittare i tempi di realizzazione del parcheggio, come ammette l’assessore ai Lavori Pubblici, Mirko Tutino: «Al momento non ci sono elementi per dire che il ritrovamento è stato una sorpresa tale da modificare l’andamento del progetto – spiega – ma può provocare tempi un po’ più lunghi per la cura dei reperti stessi». Sulla presenza dei mosaici, intanto, si è scatenata l’offensiva del gruppo consiliare del M5s, che invita le forze dell’ordine a recarsi in cantiere: «Auspichiamo e sollecitiamo una visita dei carabinieri per verificare eventuali danni causati dalle strutture in cemento armato – attaccano dal M5s – Da più di un anno abbiamo ripetuto che sotto il Park Vittoria erano presenti dei mosaici di epoca romana di estremo pregio, e i fatti ci hanno dato ragione. Oltre a ciò chiederemo quanto prima un sopralluogo della commissione comunale competente per poter constatare il reale buono stato delle opere musive».

Sul ritrovamento, il consigliere di Forza Italia, Claudio Bassi, ha presentato un’interpellanza urgente in sala tricolore.

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