Gazzetta di Reggio

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Baby-squillo, il cliente 62enne patteggia

di Tiziano Soresina
Baby-squillo, il cliente 62enne patteggia

Bibbiano: la parte civile chiederà al commerciante 100mila euro di danni. Rinviata a giudizio la madre della minorenne

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BIBBIANO. Prima svolta giudiziaria ieri – in tribunale a Bologna (competente per reati di questo tipo) – nella delicata e per tanti versi sconcertante vicenda (snodatasi dal giugno 2012 all’ottobre 2013 e per lo più ambientata a Bibbiano, ma con alcuni squallidi episodi anche a Cavriago e Montecchio) che vede una madre 49enne accusata d’aver costretto a prostituirsi la figlia 16enne (ma anche prima di quell’età), con tanto di coinvolgimento di un commerciante 62enne che aveva pagato fior di quattrini (300-400 euro alla volta) pur di avere rapporti sessuali con la minorenne.

Tramite l’avvocato difensore Noris Bucchi, il commerciante ha ieri patteggiato un anno e mezzo di reclusione, ma con pena sospesa. Un patteggiamento “concordato” dal difensore con il pm Beatrice Ronchi e ritenuto congruo dal gup Francesco Zavaglia. «Sono soddisfatto – commenta l’avvocato Bucchi a fine-udienza – perché il mio assistito voleva uscire dal processo. E’ pentito delle azioni che ha commesso, ha collaborato durante le indagini: di tutto ciò ne hanno tenuto conto il pm e il giudice».

E’ stata invece rinviata a giudizio la madre e sarà processata a fine giugno, ma in tribunale a Reggio. L’avvocato difensore Andrea Davoli aveva chiesto il non luogo a procedere per la sua assistita, sostenendo che non accompagnava la figlia agli appuntamenti con i clienti e, in sostanza, non gestiva nessun “giro” di prostituzione minorile. Sempre per la difesa il contenuto del memoriale-shock della ragazzina contrasterebbe con alcuni documenti trovati nell’abitazione (un diario, una lettera e altri scritti contenuti nel computer) che dipingerebbero un quadro familiare non così torbido. «Ci spiegheremo nel processo» il commento dell’avvocato Davoli, dopo aver appreso la decisione del gup bolognese.

In aula anche l’avvocato Marco Scarpati, costituitosi parte civile sia per la minorenne (che ora ha 18 anni, vive in una struttura protetta e per 3 anni sarà sotto la tutela dei servizi sociali), sia per i servizi sociali dell’Unione Val d’Enza.

Il legale di parte civile valuta il patteggiamento del commerciante un monìto importante e non scontato per chi è accusato d’aver sfruttato sessualmente delle minorenni, inoltre annuncia che avvierà una causa civile di risarcimento-danni (100mila euro la richiesta) nei confronti del commerciante stesso.

Ancora non conclusa, invece, una parallela inchiesta sul restante “giro” di clienti (una ventina gli indagati) che avrebbero avuto rapporti sessuali più sporadici con la minore.

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