Gazzetta di Reggio

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Cadavere nel pozzo, spunta un nome

di Andrea Arati
Cadavere nel pozzo, spunta un nome

Scandiano: le persone del paese ricordano Bramante Fregoli, scomparso dal 2008. I resti potrebbero essere i suoi

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SCANDIANO. Un uomo di cui non si hanno più tracce dal 2008. Fra le tante ipotesi generate dal ritrovamento di resti umani nel casolare di via Venere 23, a Chiozza, è una di quelle ad oggi più forti, anche nella mente degli abitanti. Inevitabile, nel paese, interrogarsi su cosa sia successo nella zona agricola di Chiozza, dopo due giorni di continuo passaggio di carabinieri, tecnici, medici e sommozzatori. La mente di molti è tornata a Bramante Fregoli, un uomo che per decenni ha vissuto nello scandianese e di cui nessuno sa più nulla del 2008.

All’epoca la sua scomparsa aveva generato qualche curiosità, ma nemmeno troppa, «perché è sempre stato un tipo originale, non stava mai fermo, trafficava, girava, non era proprio il massimo della regolarità, ecco». La spiegazione arriva da un gruppo di anziani seduti in un bar del centro, dove il ritrovamento di Chiozza è il principale argomento di discussione. Scandiano è una cittadina con oltre 23mila abitanti, ma rimane una comunità coesa, dove «tutti conoscono tutti, o quasi».

E chi vi risiede da tempo ha cercato di scavare nella memoria pensando a persone sparite nel nulla. Nell’ultimo decennio, l’unico caso è proprio quello di Bramante Fregoli, che all’epoca aveva poco più di 50 anni. Una persona che ha vissuto a lungo in zona, arrangiandosi fra tanti lavori e lavoretti, e dove aveva un appartamento. «Non era cattivo ma era un po’ originale, diciamo così» – continuano gli avventori del bar. Fra l’altro, conosceva bene la zona di Chiozza. «Girava spesso da quelle parti, forse usava una delle case abbandonate come magazzino, come deposito per qualcosa. Di più non so, però a Chiozza ogni tanto ce lo vedevano, magari aveva qualche affare, era uno che si muoveva spesso, si arrangiava come poteva per tirare avanti», rivelano gli anziani scandianesi. «Dal 2008 nessuno lo ha più visto qui, subito ci si era chiesti che fine avesse fatto ma poi nessuno ha saputo nulla, e la faccenda si è spenta». Sino a martedì scorso, quantomeno.

«Confesso di aver pensato a Bramante. Non mi ricordavo neppure il cognome, il nome sì, perché è particolare. Mi è venuto in mente lui, mi ricordavo bene che girava tante volte a Chiozza. E poi, nessun altro è sparito da Scandiano, almeno fra gli abitanti storici» – ammette un uomo sulla sessantina, mentre beve il caffè.

«Magari sugli stranieri è diverso. Ce ne sono tanti che vivono qui da tempo, e ormai si conoscono. Altri sono di passaggio, con loro è difficile dirlo. Ed è vero che quella è una zona isolata, magari qualcuno la usava per dormirci o per tenerci qualcosa» – conclude.

Fregoli, invece, «era uno abbastanza conosciuto. In diversi hanno pensato a lui, anche se spero proprio di no. Spero che sia vivo da tutt’altra parte. Cerco che è un bel mistero, ci mancava solo un cadavere in un pozzo».

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