Il corpo nell’acqua da almeno dieci anni
Prime valutazioni sui frammenti ossei ritrovati. Il pm Stignani attende la relazione dei carabinieri
SCANDIANO. C’è una prima valutazione sulle povere ossa trovate nel pozzo dei misteri: sarebbero rimaste in quell’acqua di falda per lungo tempo, almeno dieci anni, ma potrebbero essere anche quindici.
Se tutto ciò verrà confermato dagli accertamenti in corso all’istituto di medicina legale di Modena, sarà ampio il raggio di ipotesi investigative: omicidio, suicidio, un incidente che può aver coinvolto chi aveva troppa dimestichezza con quel luogo. Nei primi due casi il posto appartato, decisamente lontano da occhi indiscreti, può solo aver favorito chi voleva disfarsi del corpo o chi aveva deciso di farla finita.
La terza ipotesi non è peregrina, perché in tanti hanno confermato che quel posto era stato frequentato ad intermittenza e c’era chi sapeva di quel pozzo artesiano. Ha fatto capolino anche la pista satanica, ma in procura replicano che al momento non vi sono elementi per imboccare questa strada investigativa.
Il sostituto procuratore Giulia Stignani – che coordina le indagini dei carabinieri – è in attesa di una relazione dettagliata e il fascicolo aperto non ha, quindi, in questa fase nè ipotesi di reato nè indagati.
Ma cos’hanno in mano gli investigatori? Ossa umane (i due femori, pezzi di bacino e di colonna vertebrale, costole) che, vista la loro natura, fanno pensare ad un corpo calato a testa in giù, forse legato ad un peso (il cranio e la parte superiore del tronco potrebbero essere in fondo al pezzo, fra la melma). Che sia un maschio lo “dicono” – al momento – un sandalo (di numero 42) e quello che resta di un paio di boxer.
Di che etnia sia lo diranno gli esami dei resti all’istituto di medicina legale. Se si riuscirà ad estrarre il Dna anche quello sarebbe un buon punto di partenza per l’identificazione del cadavere.
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