L’anno orribile del commercio reggiano
Nell’ultimo trimestre si è ulteriormente accentuata la contrazione delle vendite al dettaglio, a partire dagli alimentari
REGGIO EMILIA. E' stato davvero un "annus horribilis", il 2014, per il commercio reggiano. Nell'ultimo trimestre, infatti, si è addirittura accentuata la contrazione delle vendite al dettaglio in provincia di Reggio Emilia.
In un anno, secondo l'indagine condotta dal sistema camerale ed analizzata dall'Ufficio Studi della Camera di Commercio, il commercio ha registrato infatti un calo del 3,7%, flessione più marcata di quanto si era già osservato nel terzo trimestre dell'anno quando la variazione negativa era stata “solo” del 3,4%.
Per quanto riguarda nello specifico l’andamento delle vendite al dettaglio, pur essendo coinvolte tutte le tipologie di negozi, quelli di prodotti alimentari risentono maggiormente della crisi: le vendite, infatti, sono calate del 4,5%.
Per i negozi di prodotti non alimentari la flessione è lievemente più contenuta ma sempre consistente (-4%).
In sofferenza anche la grande distribuzione organizzata: le vendite degli ipermercati, supermercati e grandi magazzini sono calate dell'1,8%, indice di un ulteriore taglio nei consumi.
E anche all’orizzonte non si vedono al momento segnali positivi. E’ infatti improntata al pessimismo e collocata in territorio tendenzialmente negativo la previsione delle vendite dei commercianti reggiani di tutte le tipologie di negozi per il prossimo futuro.
Vnendo al “sondaggio”, un operatore su tre prevede una contrazione nelle vendite e solo il 7% degli intervistati ritiene che potranno registrare una crescita. Cresce dell'8% raggiungendo il 58% del totale la quota di negozianti che ipotizza una stabilità nelle vendite per il prossimo futuro.
Un dato, quello delle contrazioni delle vendite al dettaglio in provincia di Reggio, in netta contrapposizione all’export che, nello stesso anno, ha fatto registrare un vero e proprio boom facendo segnare un +4% rispetto all'anno precedente: il valore delle esportazioni si è attestato a 8.963 miliardi e questo risultato, secondo l'analisi dell'ufficio studi della Camera di Commercio di Reggio sui dati Istat, ha permesso alla realtà reggiana di scalare la graduatoria nazionale delle province esportatrici.Reggio Emilia è infatti passata dal 14° al 12° posto, recuperando due posizioni e portando il contributo provinciale al commercio estero italiano al 2,3%».
Resta il fatto che al successo dell’export continua a contrapporsi un calo del consumo interno che diventa ancora più preoccupante se si pensa che è il settore alimentare a presentare le maggiori difficoltà.
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