L’autista costretta sul bus ad affrontare un bullo
L’episodio sulla linea Reggio-Rolo: sono stati allertati anche i carabinieri ma il giovane a Campagnola è sceso e fuggito prima dell’arrivo dei militari
CAMPAGNOLA. «Sono indignata. Lavoriamo in una situazione di assoluta insicurezza. Sugli autobus ormai può succedere di tutto, ma non dobbiamo permetterlo. E se io chiamo i carabinieri perché ho un’emergenza, e mi viene risposto che manderanno subito una pattuglia, io mi aspetto che qualcuno arrivi...». A dirlo è Rosanna Carnevale, dipendente nonchè responsabile della sicurezza per Sogea (azienda che fa capo a Seta). Pronta la risposta dei carabinieri: «In realtà noi siamo partiti. Poi la stessa autista ci ha telefonato di nuovo dicendo che non c’era più bisogno di noi. Così siamo stati dirottati su un altro servizio».
Non uno sfogo estemporaneo, quello dell’autista, ma la reazione ad un episodio che l’ha vista suo malgrado protagonista. Lei alla guida di un autobus da una parte, due giovani bulli che sul bus infastidiscono i passeggeri dall’altra, e uno dei passeggeri che invita i due a smetterla ricevendo, come risposta, pesanti minacce. Lei che ferma l’autobus, chiude le porte, chiama i carabinieri e poi li aspetta per una mezz’ora abbondante ma, lei sostiene,«inutilmente».
Sono le 18.45 di martedì quando l’autobus parte da Reggio diretto a Rolo.
«Da subito - racconta l’autista - due giovani hanno inziato a fare confusione, ad alzare la voce, a disturbare i passeggeri. Non era del resto la prima volta... insomma... sono due facce conosciute. Questa volta evidentemente hanno esagerato e un passeggero, gentilmente, li ha invitati a smetterla. Per tutta risposta loro hanno iniziato ad offenderlo e minacciarlo, e così hanno fatto con gli altri passeggeri. Arrivata a Campagnola, dove tra l’altro uno dei due è sceso, mentre l’altro continuava a inveire contro i presenti, d’accordo con i passeggeri ho chiuso le porte e chiamato i carabinieri. Mi hanno risposto dal Comando di Guastalla dicendomi che avrebbero subito mandato una pattuglia. Ho aspettato 35 minuti ma non è arrivata nessuna pattuglia».
Qualcuno però è arrivato... «Sì, il ragazzo “molesto” ha contattato con il cellulare alcuni suoi amici che non si sono fatti attendere a lungo. Hanno aperto le porte dall’esterno facendo uscire il giovane che è naturalmente svanito nel nulla. E alla fine ho fatto perdere 35 minuti ai passeggeri, pur consenzienti, e creato ritardi sulla linea senza ottenere quello che volevo. Esporrò il caso anche in azienda».
Da parte loro, i carabinieri fanno notare che le cose non sono proprio andate così. «Ricevuta la chiamata siamo partiti - questa la puntualizzazione - ma alle 20.10 ci è arrivata una seconda telefonata della stessa autista la quale diceva che ormai il ragazzo che disturbava era sceso. A questo punto, ci siamo spostati su Reggiolo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
