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Sant’Anna, il futuro è più roseo

di Luca Tondelli
Sant’Anna, il futuro è più roseo

Castelnovo, il direttore dell’Ausl: «L’obiettivo è che resti ospedale di zona»

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CASTELNOVO MONTI. Martedì scorso a Castelnovo, nella sede dell’Unione dell’Appennino reggiano, i sindaci montani hanno incontrato il direttore generale dell’Ausl, Fausto Nicolini, e la direttrice del distretto sanitario Sonia Gualtieri.

Tema dell’incontro, richiesto nelle scorse settimane dagli stessi sindaci, le prospettive future dell’ospedale Sant’Anna all’interno del previsto riordino della rete ospedaliera. Durante l’incontro, Nicolini ha confermato il ruolo strategico del Sant’Anna nell’ambito della rete ospedaliera provinciale.

«In un contesto che da tempo ha diminuito le risorse per il sistema sanitario – ha affermato il direttore generale dell’Ausl – l’impegno principale delle istituzioni e dell’azienda è quello di mantenere livelli di efficienza gestionale e di efficacia assistenziale per tutti i servizi e le funzioni attualmente presenti nell’ospedale montano».

«L’obiettivo prioritario – ha anche aggiunto Nicolini – è quello di riconoscere al Sant’Anna, nell’ambito del riordino della rete ospedaliera regionale, il ruolo di ospedale di zona, essendo situato in un’area geograficamente e demograficamente disagiata, pur con un bacino di utenza inferiore a quello previsto dalla programmazione nazionale. Oggi, infatti, il Sant’Anna non solo è dotato delle funzioni presenti negli altri ospedali del presidio provinciale, ma avvalendosi di una stretta integrazione con l’azienda ospedaliera del Santa Maria Nuova, dispone di funzioni assistenziali ed eroga prestazioni che normalmente non sono presenti in ospedali di questa tipologia».

Tra queste, Nicolini ha ricordato la Cardiologia, Riabilitazione cardiologica, Urologia, Neurochirurgia del rachide, Rianimazione, laboratorio.

Anche i sindaci hanno sottolineato l’importanza del modello di rete in stretta sinergia tra il Sant’Anna e l’azienda ospedaliera Santa Maria Nuova: «È sicuramente la migliore soluzione organizzativa per il mantenimento degli attuali servizi – ha affermato il presidente dell’Unione, e sindaco di Castelnovo Monti, Enrico Bini – garantendo adeguate competenze professionali, prestazioni di qualità e risultati positivi in termini di efficacia e appropriatezza, nonostante i vincoli e le criticità legate al territorio e al contesto demografico».

Si è parlato anche della situazione del punto nascite, al centro di molti interventi nelle scorse settimane. «La nostra volontà e il nostro impegno ha spiegato Nicolini – sono per garantire, come avvenuto in passato, i massimi livelli di sicurezza per le pazienti e gli operatori attraverso un’organizzazione integrata con l’azienda ospedaliera di Reggio, assicurando assetti organizzativi analoghi a quelli degli altri ospedali della rete provinciale».

«L’aspetto importante emerso dall’incontro – hanno commentato i sindaci – è che non si parla di una chiusura in tempi brevi per il reparto di ostetricia del Sant’Anna: prima che si arrivi all’applicazione rigorosa dell’intesa Stato-Regioni e del Patto per la salute 2014 – 2016, in cui è indicata la soglia minima dei 500 parti all’anno, ci sono gli spazi per condurre azioni che permettano di mantenere aperto e attivo questo servizio fondamentale non solo per la sicurezza e la salute pubblica, ma anche per la tenuta sociale del territorio. Il nostro impegno – concludono – è ovviamente ai massimi livelli e crediamo che l’intenzione della direzione generale Ausl sia la medesima, ovvero difendere in ogni modo il punto nascite in montagna».

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