Seminario, trasloco per 120 mila volumi
Con la vendita della struttura si cerca una sistemazione per la biblioteca. Dalla Diocesi: «Non doneremo i nostri libri»
REGGIO EMILIA. «La biblioteca? Non si conosce ancora la futura destinazione». Oltre 120 mila volumi, che spaziano dal Cinquecento fino agli inizi del XX secolo. Con l’annuncio della messa in vendita del seminario urbano di viale Timavo, anche l’immensa biblioteca contenuta all’interno della struttura dovrà trovare una nuova collocazione.
Una collezione impreziosita sempre più nel corso degli anni, con il fondo donato dal cardinale Mercati, la collezione della biblioteca Capitolare, quella della sezione di storia locale, la collezione Lombardini e i volumi dell’ufficio beni culturali della Chiesa.
Volumi che ora dovranno traslocare, in cerca di una nuova sede. «Per il momento la biblioteca rimane in sede, ma è ancora tutto da vedere – spiega il responsabile don Filippo Manini – direi che ad oggi la situazione è piuttosto precaria». La biblioteca, meta di appassionati e studiosi di storia ecclesiastica, è aperta al pubblico due pomeriggi a settimana, il martedì e il giovedì, per attività di consultazione e di prestito libro. Ma, se dopo due anni di valutazioni dalla Diocesi hanno deciso di mettere in vendita tre quarti dell seminario, lo stesso non può dirsi per la biblioteca, sulla quale restano invece aperti tutti gli interrogativi.
I volumi, infatti, si trovano proprio nell’ala anteriore dell’edificio che affaccia su viale Timavo, interessata dall’operazione immobiliare. Un patrimonio che racchiude un fondo importante per la storia reggiana. E non solo la storia ecclesiastica.
«Nel fondo delle Cinquencentine abbiamo manoscritti antichi e pubblicazioni importanti – precisa don Filippo Manini – Escludiamo che i volumi saranno oggetto di donazioni da parte nostra». Al momento, sono due le ipotesi in campo: o spostare tutti i volumi in un’ala della struttura che non sarà messa in vendita, oppure trovare una destinazione nuova di zecca. «Per il futuro al momento non abbiamo idee – conclude don Manini – Ma di certo i libri resteranno a disposizione di una biblioteca che sarà sempre diocesana». (e.spa)
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