Gazzetta di Reggio

Reggio

Gratteri: «Gli infiltrati per battere la mafia»

Gratteri: «Gli infiltrati per battere la mafia»

Il procuratore antimafia ha spiegato l’importanza di quest’arma contro la criminalità organizzata

1 MINUTI DI LETTURA





Sconfiggere la mafia anche infiltrando al suo interno agenti sotto copertura. E’ una delle ricette individuate dal gruppo di lavoro per la riforma delle norme contro la criminalità organizzata coordinato da Nicola Gratteri che lo stesso procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria ha anticipato ieri mattina al Cinema Olimpia, dove ha tenuto l’intervento conclusivo della mattinata con gli studenti organizzato da Noicontrolemafie, il festival della legalità promosso dalla Provincia di Reggio Emilia.

«Grazie agli agenti sotto copertura - ha spiegato il procuratore aggiunto della Direzione antimafia di Reggio Calabria - abbiamo ottenuto risultati importanti nella lotta al traffico internazionale di armi e droga». E secondo Gratteri «anche contro la mafia questa attività, di cui gli americani sono maestri, può risultare determinante».

Poi però Gratteri è entrato nei dettagli di questa possibilità facendo chiaramente capire tutte quelle che sono le difficoltà di un lavoro di questo genere.

«Uomini selezionati e preparati che per mesi rinuncino a ogni contatto con familiari e forze dell’ordine, che possano girare con armi non convenzionali per meglio calarsi nei panni del criminale e la cui identità venga lasciata segreta anche in udienza davanti al giudice»,

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google