Gazzetta di Reggio

Reggio

«Non è mio l’impegno di difendere l’ostetricia»

di Luca Tondelli

Castelnovo Monti, una “precisazione” del direttore generale Fausto Nicolini rispetto al documento diffuso dai sindaci: «La decisione resta della Regione»

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CASTELNOVO MONTI. “Alcune precisazioni”. Ma precisazioni che pesano come un macigno. Sono quelle che il Direttore generale dell’Ausl Fausto Nicolini ha deciso di trasmettere in relazione al comunicato congiunto dei sindaci dell’Unione Appennino Reggiano ieri, in cui sembravano aprirsi spiragli sul futuro del punto nascita dell’Ospedale Sant’Anna.

Ma precisare per smentire una considerazione degli stessi sindaci che affermavano un impegno comune, insieme all’Ausl, per difendere un servizio ritenuto essenziale per il territorio, sa tanto di “mettere le mani avanti”.

Afferma Nicolini: «Nell’incontro, durato alcune ore, si è discusso in modo approfondito degli assetti attuali dell’Ospedale Sant’Anna e delle possibili prospettive in relazione al piano di riordino della rete ospedaliera secondo la programmazione nazionale e regionale. Ho confermato il ruolo strategico dell’Ospedale per il territorio montano e per la rete provinciale e l’impegno di questa Direzione, in stretta integrazione con l’Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia, a garantire servizi e prestazioni clinico-assistenziali qualificate, appropriate e sicure. Per quanto attiene la questione del punto nascita si è discusso dei vincoli, delle opportunità e dei diversi aspetti tecnici, legali e normativi, relativi alla applicazione del Piano di riordino dei punti nascita, così come previsto dall’Intesa Stato Regioni del dicembre 2010 sottoscritta da Governo, Regioni, Comuni, Province e Comunità Montane, e dal Patto per la salute 2014-2016, anche in previsione della programmazione regionale di prossima emanazione».

Un primo passaggio che rimarca come la scelta di porre un limite minimo di 500 parti all’anno per mantenere attivo un punto nascite sia stata trasversale. Poi il passaggio che getta maggiori ombre sul futuro dell’ostetricia: «Non è corretto attribuirmi l’intento o l’obiettivo “di difendere in ogni modo il punto nascita della montagna”. Questa Direzione, coerentemente a quelli che saranno gli indirizzi regionali in materia, si è invece impegnata, in relazione agli assetti che ne risulteranno, a garantire, anche in caso di superamento del punto nascita, i massimi livelli di sicurezza possibili nel percorso nascita della popolazione residente, come peraltro ampiamente fatto fino ad oggi, grazie all’integrazione con l’Azienda Ospedaliera Santa Maria Nuova». Solo che, fino ad oggi, il punto nascite a Castelnovo è stato per tanti anni una presenza indiscussa.

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